Bollette e Ristori, Cdm slitta a venerdì

Pronte le prime misure da quattro miliardi. Nel pacchetto che il Consiglio dei Ministri si appresta a varare previsti circa un miliardo e mezzo dai proventi delle aste,  2,5 miliardi con la cartolarizzazione di alcuni oneri di sistema

In arrivo nuove misure contro il caro energia che tuttavia non vedranno la luce oggi, come previsto: potrebbe, infatti, slittare a domani il Consiglio dei Ministri. Stessa sorte tocca al Dl Ristori. Lo rendono noto fonti ministeriali.

Ieri, intanto, si è tenuta una riunione a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e i Ministri dell’Economia Daniele Franco, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e della Transizione ecologica Roberto Cingolani (leggi qui). Subito pronti quattro miliardi senza fare scostamenti del deficit.

Nel pacchetto delle soluzioni che il Cdm si appresta a varare per calmierare i costi delle bollette ci sarà, infatti, il rinnovo delle aste Ets che potrebbe raccogliere almeno 1,5 miliardi. Non ci sarà, però, alcun intervento sugli extra-profitti delle aziende energetiche, più complicato da mettere a punto e quindi rinviato.

Le misure sono al vaglio dei tecnici ma, stando alle prime indiscrezioni, nel provvedimento potrebbe entrare anche la cartolarizzazione di alcuni oneri di sistema che valgono 2,5 miliardi. Atteso anche un decreto Ristori con un budget di 1,5 miliardi per sostegni a spettacolo, sport e turismo. In tal proposito Salvini ha dichiarato di aver sentito il ministro Giorgetti sul decreto, che stanzierebbe “un miliardo per discoteche, impianti sportivi, realtà culturale e mondo del turismo“. Stop invece alla cassa Covid che è terminata a dicembre e non verrà più prorogata.

Nel frattempo Confindustria avverte: «Non è possibile rinviare le decisioni, serve un atto di coraggio. Serve agire in fretta come hanno già fatto i governi di Francia e Germania». L’associazione degli industriali “valuta positivamente” la riunione voluta dal Ministro Giorgetti ma insiste nel chiedere “una task force” coordinata dalla Presidenza del Consiglio, sottolineando che le proposte che ha illustrato al Ministero dello Sviluppo Economico sono da “condividere necessariamente in un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi”.

Quello di domani sarà l’avvio del percorso, tracciato dal ministro Cingolani già nei giorni scorsi, per arrivare ad un piano a lungo termine di tagli strutturali da almeno 10 miliardi l’anno.

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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