Colle, nulla di fatto

Non è stato raggiunto il quorum. Alla quinta votazione decolla Casellati che prende 382 voti. Per la sesta torna su Mattarella

I grandi elettori sono stati chiamati questo pomeriggio alla seconda votazione della giornata, la sesta, che si è conclusa nuovamente nel nulla: Mattarella ha ricevuto 336 voti, più del doppio rispetto a ieri. A seguire Di Matteo con 41, Casini con 9, Manconi 8, Cartabia e Draghi cinque, Belloni quattro. Il Centrodestra, dopo la delusione Casellati, si è astenuto.

Il Parlamento in seduta comune ritornerà a riunirsi sabato 29 alle 9.30. Qualora dovesse andare a vuoto anche il settimo scrutinio, è già prevista una seconda votazione nel pomeriggio dalle 16.30.

Si è concluso con un nulla di fatto lo spoglio dei voti dopo la quinta votazione del Parlamento in seduta comune. Nemmeno questa volta è stato raggiunto il quorum necessario all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, anche se gli equilibri sono cambiati: dopo la candidatura di questa mattina (leggi qui), Maria Elisabetta Casellati ha ricevuto 382 voti arrivando prima nella classifica. A seguire Mattarella con 46 voti e Di Matteo con 38. Il Centrodestra conta però 453 grandi elettori. Dunque, a spoglio concluso, mancano all’appello 71 voti. 

Il quorum richiesto da questa votazione era quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio, vale a dire 505.

Tra gli alleati della maggioranza è scattato il muro contro muro. «Consideriamo la unilaterale candidatura della seconda carica dello stato, peraltro annunciata a un’ora dalla quinta votazione, un grave errore – così Pd, M5s e Leu al termine del vertice dei tre leader -. Per il rispetto che si deve alle istituzioni, oggi esprimeremo un voto di astensione nella formula “presente non votante”». «Noi non partecipiamo a questo atto di forza – ha detto Conte – a queste conte sulle cariche istituzionali. Noi non partecipiamo ad una conta, è una forzatura istituzionale, sono tre giorni che lavoriamo ad un metodo che è anche difficile definire».

«Oggi abbiamo fatto la massima proposta possibile tolto il presidente Mattarella – ha detto il leader della Lega in conferenza stampa a Montecitorio. – Non c’è una figura istituzionale superiore tolto Mattarella, che la Repubblica può esprimere, in più la presidente Casellati è una donna. Perché deve essere divisiva? E si è messa generosamente a disposizione».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/ MAURIZIO BRAMBATTI

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