Nasa ed Esa in missione per il permafrost

Nuove scoperte sullo scioglimento del permafrost e il rilascio graduale del carbonio in relazione ai cambiamenti climatici

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e la NASA hanno avviato una ricerca per descrivere nel dettaglio il disgelo del permafrost e spiegare in che modo il carbonio venga rilasciato nel tempo. La crisi climatica ha comportato lo scioglimento del permafrost e ciò libera quantità maggiori di carbonio nell’atmosfera che rendono ancora più aspre le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Tuttavia, non è così semplicistico il processo del disgelo. Gli scienziati infatti non sono ancora del tutto certi sulle cause e sul significato degli scongelamenti improvvisi. È comunque indubbio che il permafrost è essenziale per mantenere costante la temperatura terrestre, senza che questa diminuisca. Nel contempo, l’aumento delle temperature globali, soprattutto nell’Artico, genera il disgelo del suolo sotterraneo e il rilascio di carbonio di lunga data nell’atmosfera.

Lo scongelamento improvviso e i processi rapidi di degradazione del permafrost variabili a seconda dell’area di riferimento possono emettere quantità sostanziali di carbonio nell’atmosfera in tempi estremamente veloci, persino in pochi giorni. Il rischio è che il carbonio profondo contenuto nello jedoma possa mobilitarsi. Perché preoccupa così tanto il coinvolgimento dello jedoma? Si tratta di un permafrost che contiene grandi quantità di metano atmosferico. A questo si aggiungono gli incendi che si verificano con sempre più frequenza nell’Artico, rilasciando un enorme ed imprevedibile flusso di carbonio.

Diego Fernandez (ESA) ripone la sua fiducia sulla scienza e sui progetti di ricerca condotti per contrastare questi fenomeni: «grazie a missioni come SMOS e Copernicus Sentinel-5P dell’ESA, la ricerca condotta nell’ambito dell’ESA-NASA Arctic Methane and Permafrost Challenge nell’ambito del programma FutureEO dell’ESA e della Climate Change Initiative dell’ESA si sta rivelando ancora una volta essenziale per comprendere meglio gli effetti che il cambiamento climatico sta avendo sul delicato ambiente artico e come questi cambiamenti, a loro volta, si aggiungono alla crisi climatica».

di Maria Ester CANEPA

FOTO: PIXABAY

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