Altre 6426 persone evacuate da Mariupol

Le forze russe hanno lanciato un attacco aereo sul centro sportivo Neptun, utilizzato come rifugio per donne incinte e madri con bambini piccoli

Continua la guerra in Ucraina (leggi qui). Proseguono le evacuazioni da Mariupol, la città portuale dell’Ucraina meridionale assediata dalle truppe russe. In tutto altre 6.426 persone, tra cui 2.039 bambini, sono riuscite a lasciare il centro urbano attraverso il corridoio umanitario, dirette a Zaporizhzhia. Lo ha riferito la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk.

I corpi di cinque persone, di cui tre bambini, sono stati trovati sotto le macerie di un edificio bombardato dalle forze russe a Chernihiv, nel nord dell’Ucraina, vicino al confine bielorusso. Lo riferiscono i servizi d’emergenza locali, citati da Ukrinform.

Le forze russe hanno lanciato un attacco aereo sul centro sportivo Neptun, utilizzato come rifugio per donne incinte e madri con bambini piccoli. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. «Stanno cercando di distruggere fisicamente i residenti di Mariupol, che sono stati a lungo un simbolo della nostra resistenza. Donne incinte e donne con bambini sono ora sotto le macerie» ha detto Kyrylenko.

I missili hanno colpito diverse case private nel distretto di Podilsky. Lo ha riferito il sindaco della capitale Vitali Klitschko, secondo quanto si legge su Ukrinform. Sul posto stanno lavorando soccorritori e medici. Il fuoco è stato contenuto, ma l’intervento va avanti. Secondo il primo cittadino è stato danneggiato anche un gasdotto a bassa pressione. Oggi è in vigore a Kiev un coprifuoco esteso, iniziato ieri alle 20 e che durerà fino alle 7 di domani.

Sale a 13 il bilancio dei morti dell’attacco russo ai civili ucraini in coda per il pane a Chernihiv, avvenuto questa mattina alle 10. Lo riferisce il quotidiano ucraino Suspilne.

La Russia nega di aver bombardato il teatro di Mariupol, che ospitava centinaia di civili sfollati. Secondo il ministero della Difesa di Mosca è stata la milizia neonazista ucraina del Battaglione Azov a distruggere l’edificio. Il Cremlino smentisce anche di essere responsabile del raid in cui sono rimasti uccisi almeno 10 civili in fila per il pane a Chernihiv, 150 km a nord di Kiev.

Diverse esplosioni sono state segnalate stasera in varie città della Bielorussia, in particolare nella regione meridionale di Brest, vicino al confine con l’Ucraina. Alcuni video, registrati dagli abitanti delle zone interessate, sono stati diffusi sui social. Secondo la Ukrainska Pravda, il capo del comitato esecutivo di Brest, Oleksandr Rogachuk, aveva riferito che nella regione si sarebbero svolte esercitazioni programmate di artiglieria.

«L’operazione speciale per liberare il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, è appena stata completata con successo». Lo ha riferito il vice capo dell’Ufficio Presidenziale ucraino Kirill Tymoshenko, citato da Ukrinform. Secondo le fonti ucraine il primo cittadino, che era stato sequestrato venerdì da un commando russo, tornerà presto alle sue funzioni. La presidenza ucraina ha poi comunicato che il sindaco è stato scambiato con 9 soldati di leva russi.

La Procura generale ucraina qualche giorno fa aveva avviato un’indagine per alto tradimento nei confronti di Galina Danilchenko, che aveva preso il posto di Fedorov come nuovo primo cittadino della città occupata dai russi.

Le forze russe hanno bombardato un teatro d’arte drammatica nella città di Mairupol, che era stato convertito in rifugio per centinaia di civili. Lo denuncia in una nota il Consiglio comunale della città nel sud dell’Ucraina, citato da Ukrinform.

«Secondo i dati preliminari, oltre mille persone vi si trovavano, il numero di morti e feriti è sconosciuto. La probabilità di arrivare lì per scavare le macerie è bassa a causa dei continui bombardamenti sulla città» ha sottolineato Petro Andriushchenko, un consigliere del sindaco della città nel sud dell’Ucraina, da giorni sotto l’intenso fuoco delle truppe russe. Numeri confermati dal vice sindaco Serhiy Orlov, che alla BBC ha riferito della presenza di 1.000-1.200 persone all’interno. 

«Un altro orrendo crimine di guerra a Mariupol: un massiccio attacco russo al teatro drammatico dove si nascondevano centinaia di civili innocenti. L’edificio è ora completamente rovinato. I russi non potevano non sapere che si trattava di un rifugio per civili» ha affermato su Twitter il ministro degli Esteri dell’Ucraina Dmytro Kuleba.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/MAXAR

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