Michel: Putin è voluto tornare alla Guerra fredda

Domani riprenderanno i negoziati delle due delegazioni che, secondo la Turchia, mostrano segnali di speranza

L’importanza di un confronto diretto fra Russia e Ucraina si fa sempre più urgente: lo conferma anche il presidente Zelensky che si è detto “pronto a negoziare“, come “negli ultimi due anni“.

Senza i negoziati e “se questi tentativi falliscono, allora vuol dire che questa è la terza guerra mondiale“, perché “le forze russe sono venute per sterminarci, per ucciderci“.

Intanto le agenzie parlano di una ripresa dei negoziati in programma per domani: «un incontro online fra le delegazioni russa e ucraina è previsto per il 21 marzo».

«L’Italia ha messo da parte ogni, per così dire, romanticismo nei confronti della Russia»: lo ha dichiarato la vice premier dell’Ucraina con delega ai Rapporto con Ue e Nato, Olga Stefanishyna, che ha riferito di essere “in contatto permanente con il governo italiano a tutti i livelli” e che questo rappresenta “una svolta nei nostri rapporti bilaterali“.

A conferma dell’impegno del Parlamento italiano, martedì Zelensky interverrà in videoconferenza con la Camera dei Deputati dove sarà presente anche Draghi (qui).

Nel frattempo, in Slovacchia sono arrivate le prime unità Nato per installare il sistema di difesa antimissile e antiaereo Patriot nella base di Sliac. In merito, il segretario Stoltenberg ha ribadito che gli Alleati stanno “intensificando il loro sostegno all’Ucraina, anche attraverso forniture di armi, aiuti umanitari, nonché attraverso un’assistenza multimiliardaria alla sua economia“.

A proposito di negoziati, il ministro degli Esteri turco Cavusoglu ha dichiarato che “le parti sono vicine a un accordo“, rivelando di essere in stretto contatto con i due team di negoziatori.

Secondo il portavoce della Presidenza turca Ibrahim Kalin le parti stanno lavoranto attorno a 6 punti: neutralità, disarmo e garanzie di sicurezza dell’Ucraina, la cosiddetta “de-nazificazione”, la rimozione degli ostacoli all’uso della lingua russa in Ucraina, lo status della regione separatista del Donbass e lo status della Crimea, annessa al controllo di Mosca nel 2014.

Su questi punti Zelensky è intervenuto nel corso di un’intervista con la Cnn, in cui dichiara che “ci sono compromessi per i quali non siamo pronti come stato indipendente“, ricordando che “su qualsiasi compromesso relativo alla nostra integrità territoriale e alla nostra sovranità ha parlato il popolo ucraino“.

Il presidente ha risposto anche agli appelli di Putin alla “de-nazificazione” del Paese: «chi sono i veri nazisti?» si è chiesto. «Se ci crede davvero, se non è un gioco, allora continueremo a combatterlo. Se non è un gioco, se è serio, se pensa che questa sia la sua missione per conquistare il nostro territorio e se vede neonazisti nel nostro Paese, allora emergono molte domande su cos’altro è capace di fare per portare a termine la sua missione» conclude.

Questo pomeriggio il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è intervenuto su Rai3 ribadendo l’urgenza di un dialogo: «volente o nolente è lui l’interlocutore dei negoziati, dobbiamo mantenere la porta aperta a Putin».

Michel non risparmia accuse per il presidente russo che “è voluto tornare alla Guerra fredda” riaccendendo una “contrapposizione tra Russia e il resto del mondo“, mentre l’Ue e la Nato non hanno mai minacciato la Russia, mai avanzato politiche aggressive“.

La settimana prossima partirà una missione di Biden che si recherà in Europa per incontrare i leader di Bruxelles e gli alleati Nato. In questo contesto, però, il presidente Usa “non ha in programma di viaggiare in Ucraina“, come riportato dalla portavoce Psaki.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/EMMANUEL DUNAND / POOL MAXPPP

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