Di Maio: “ancora 276 italiani in Ucraina”

Il ministro degli Esteri ha annunciato che domani l’Italia chiederà di stabilire un tavolo permanente per avviare tregue umanitarie localizzate

Continua la guerra in Ucraina. Il ministro degli Esteri Lugi Di Maio, intervenuto alla trasmissione Che Tempo Che Fa su Rai Tre, ha dichiarato che sono ancora 276 gli italiani in Ucraina. «Stiamo seguendo tutti i casi, la maggioranza di loro dichiara di voler restare. In una settimana siamo passati da 400 a 276 italiani» ha affermato il titolare della Farnesina, secondo il quale i bambini morti nel conflitto sarebbero 115.

Il ministro ha poi annunciato che domani l’Italia chiederà all’Ue di stabilire un tavolo permanente con l’Unhcr e la Croce rossa per creare tregue localizzate: «come sapete i negoziati sono in corso ma prima bisogna lavorare a tregue umanitarie localizzate sul campo e per farlo domani l’Italia chiederà all’Ue di stabilire un tavolo permanente con l’Unhcr e la Croce rossa per creare i presupposti per tregue localizzate. Non abbiamo tempo aspettare l’accordo di pace» ha detto Di Maio.

Riguardo al collegamento con il parlamento italiano del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il ministro ha detto: «penso che il presidente ucraino Zelensky sarà accolto a braccia aperte dalle nostre istituzioni democratiche».

«È la guerra di Putin, del governo russo. Noi continueremo a indebolirlo con sempre più sanzioni finché non si sarà fermato, finché – continua il titolare della Farnesina – non gli ridurremo i soldi che gli servono per finanziare questa guerra». Di Maio ha poi riferito che oltre 15mila persone sono state arrestate in Russia per aver manifestato contro la guerra perché “il popolo russo non sostiene l’invasione dell’Ucraina”. Con la sua propaganda, con gli arresti di chi manifesta contro di lui, Putin sta continuando a nascondere la verità”.  A proposito dell’evento allo stadio in cui il capo del Cremlino ha arringato la folla, il Ministro ha dichiarato: «a maggior parte delle persone presenti sono influenzate dalla propaganda. In Russia non c’è nessuna possibilità di essere raggiunti da informazioni credibili. E nonostante questo ci sono migliaia di persone che manifestano in piazza. Questo dimostra che non è il popolo russo a sostenere l’invasione dell’Ucraina. È il governo di Putin, del governo russo».

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, in un’intervista alla trasmissione Mezz’ora in più su Rai Tre si è espresso in merito ai negoziati tra Russia e Ucraina, che riprenderanno domani. «I negoziati in atto tra Kiev e Mosca sono ostici, la Russia ha una posizione aggressiva nei confronti dell’Ucraina» ha dichiarato Michel che ha sottolineato quanto sia “importante trattare sulle problematiche umanitarie, sulla sicurezza delle centrali nucleari, poi bisogna capire quali sono gli elementi chiave per avviare un vero e proprio processo di pace iniziando dal cessate il fuoco”.

Sui rapporti tra l’Unione Europea e la Russia, il presidente del Consiglio Europeo ha affermato: «abbiamo avuto dei contatti telefonici regolari con Putin. Noi sosteniamo l’Ucraina e non crediamo alle menzogne del Cremlino che sono alla base dell’aggressione. Putin si trova in una posizione di comando al Cremlino e volente o nolente è lui l’interlocutore dei negoziati e dobbiamo mantenere la porta aperta a Putin. Probabilmente – ha aggiunto Michel – i calcoli effettuati da Putin sono stati sbagliati, non si aspettava una resistenza così coriacea da parte degli ucraini. Le perdite per l’esercito russo sono ingenti e Putin non si aspettava che l’Unione europea fosse così celere e risoluta nella sua reazione. Abbiamo lanciato sanzioni che esercitano una massiccia pressione sul Cremlino». 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto in videoconferenza alla Knesset, il parlamento israeliano. È fermo il leader di Kiev nel rivolgersi a Israele: «vi chiedo di difendere le nostre vite, le vite degli ebrei ucraini. Perché non possiamo ricevere armi da voi? Perché non avete varato sanzioni contro Mosca?».

Zelensky fa un parallelo con la Shoah e la persecuzione del popolo ebraico. Secondo il presidente, quella della Russia in Ucraina “non è un’esercitazione, ma una guerra su ampia scala”, per questo Mosca vorrebbe dar luogo a una “soluzione finale”«La Russia “ha l’obiettivo di distruggere il nostro popolo, i nostri bambini, le nostre sovranità. Senza questa guerra non potrebbero mettere fine alla questione ucraina, esattamente come è accaduto 80 anni fa con il popolo ebraico e i nazisti. L’invasione russa è iniziata lo stesso giorno della nascita del Partito nazista» ha sottolineato il leader ucraino.

Il discorso di Zelensky ha attirato alcune critiche. il ministro delle Comunicazioni di Israele Yoaz Hendel ha scritto su Twitter: «ammiro Zelensky e sostengo il popolo ucraino con il cuore e con i fatti ma la terribile storia della Shoah non può essere riscritta. La guerra è tremenda ma le comparazioni con gli orrori della Shoah e la soluzione finale è oltraggioso».

L’ambasciatore cinese degli Stati Uniti Qin Gang ha affermato che la Cina non sta inviando “armi e munizioni a nessuna delle parti in guerra”. L’ambasciatore ha parlato di “disinformazione sull’aiuto militare di Pechino a Mosca” e ha aggiunto che “farà di tutto per favorire una de-escalation in Ucraina” e il “suo rapporto con la Russia non è un problema. Siamo parte della soluzione, non del problema”.

L’ambasciatrice americana all’Onu Linda Thomas-Greenfield ha escluso che gli Stati Uniti partecipino ad un eventuale missione di peacekeeping in Ucraina. «Il presidente è stato molto chiaro sul fatto che non schiereremo truppe americane in Ucraina. Non vogliamo che la situazione degeneri in una guerra per gli Usa. Ma sosterremo i nostri alleati della Nato – ha detto la diplomatica intervistata dalla CNN – abbiamo soldati, come sapete, nei paesi della Nato, e il presidente ha chiarito che se ci sarà un attacco contro uno qualsiasi dei nostri alleati, ai sensi dell’articolo V, li sosterremo e li difenderemo».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/ROBERT GHEMENT

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