Tra bombe e resistenza, l’Ucraina di Zelensky serra i ranghi

Dall’inizio dell’invasione sono oltre due milioni i profughi che hanno lasciato il Paese attraversando il confine polacco

Le forze russe hanno bombardato l’ospedale pediatrico di Severdonetsk, nella regione di Luhansk. A dichiararlo il Kiev Independent citando il Servizio statale di emergenza ucraino, che spiega che il tetto dell’ospedale ha preso fuoco. 7 bambini e 15 adulti sono stati evacuati.

Almeno una persona è stata uccisa nell’attacco di un drone russo contro un istituto scientifico a Kiev, che è andato a fuoco.

Reporters sans frontières fa sapere che un fotoreporter, Max Levin, è scomparso in Ucraina, nelle vicinanze di Kiev: non si hanno più sue notizie dal 13 marzo. Lieto fine invece per la giornalista ucraina di Hromadske, Viktoria Roshchina, che è stata rilasciata: era prigioniera delle forze russe dal 15 marzo. Secondo i media locali, la giornalista, come condizione per il suo rilascio, sarebbe stata costretta a registrare un video in cui diceva che le forze russe le avevano salvato la vita.

Il sindaco di Mariupol ha lanciato l’allarme sottolineando che le bombe stanno distruggendo tutta la città.

Dal Ministero degli Esteri ucraino e dall’ambasciata americana a Kiev arriva una nuova denuncia alle atrocità della guerra. Stando a quanto riportato, “le forze russe hanno trasferito illegalmente in Russia 2.389 bambini ucraini dagli oblast di Donetsk e Luhanks“. Questa, spiega in un tweet Washington, “non è assistenza. È un rapimento“.

Il magazzino dello stabilimento farmaceutico di Farmak vicino a Makarov, nella regione di Kiev è stato distrutto da un incendio causato dai bombardamenti russi. Invece la contraerea ucraina questa mattina ha abbattuto un missile russo.

Nel frattempo, mentre si riaprono i corridoi umanitari da Mariupol (qui), si aggrava sempre più la crisi umanitaria innescata dal conflitto: la Polizia di frontiera polacca ha parlato di 2.141.000 profughi che dall’inizio dell’invasione hanno attraversato il confine con la Polonia.

I dati del Viminale parlano invece di 61.493 profughi arrivati in Italia dall’inizio del conflitto, di cui 31.502 donne, 5.400 uomini e 24.591 minori.

Il ministro della salute ucraino Viktor Lyashko ha riferito anche di 10 ospedali ucraini “completamente distrutti dai bombardamenti“. I russi, secondo quanto riferito, hanno già attaccato 139 ospedali che non sono più ingrado di fornire cure mediche: «queste strutture  vanno ricostruite da zero». L’emergenza sanitaria riguarda anche diversi ospedali rimasti integri, che non riescono a fare scorta di medicine e forniture a causa dei combattimenti in corso nelle vicinanze.

Parallelamente non si arrestano le proteste della popolazione che torna a manifestare a Kherson contro l’invasione. Qui gruppo di civili è stato attaccato dalle forze russe che hanno tentato di disperdere la folla lanciando gas lacrimogeno. Non appena il fumo si è diradato, la popolazione è tornata in piazza.

A Odessa si è attivato per poco meno di un’ora il sistema aereo difensivo ucraino. La Contraerea ucraina è entrata in azione con ripetuti colpi ed è considerata la migliore del Paese.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TWITTER/DSNS.GOV.UA

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