Chernobyl, spenti incendi vicino alla centrale

Bilancio Onu, almeno 925 civili uccisi. Unhrc: 3,5 milioni di persone fuggite dal Paese. Raid a est, cinque morti

I servizi di controspionaggio ucraini hanno arrestato un gruppo che stava preparando un attacco al presidente Volodymyr Zelensky. «I sabotatori sono stati arrestati la scorsa notte a Uzhgorod, vicino al confine con la Slovacchia e l’Ungheria: un team di 25 persone doveva preparare azioni sovversive sul territorio dell’Ucraina ed il loro obiettivo più importante era l’omicidio di Zelensky», hanno riportato i media ucraini.

Intanto sono stati spenti gli incendi scoppiati vicino alla centrale di Chernobyl. Le radiazioni sarebbero nella norma.

Sono scattate intorno alle 13:20 le sirene anti-aereo ad Odessa, al termine di una mattinata carica di tensione per la città sul Mar Nero. 

«Stiamo vedendo dei contrattacchi delle forze dell’Ucraina contro Mosca», lo ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby, in un’intervista alla Cnn sottolineando che ci sono dei “segnali” di questi contrattacchi da parte di Kiev. “I russi sono in difficoltà“.

Cinque persone sono state uccise e una ventina sono rimaste ferite in raid aerei russi nell’Est dell’Ucraina, riferisce Lyudmyla Denisova, sperando che nella regione di Donetsk, Avdiivka è stata presa di mira da colpi d’artiglieria e caccia, “la citta è stata rasa al suolo. Cinque civili sono morti e 19 feriti“.

A Kiev si è avvertita una forte esplosione. Lo riporta la corrispondente della Bbc Orla Guerin. “Un’esplosione molto forte qui negli ultimi minuti. È la prima volta che ho sentito sbattere le finestre nel mio hotel. Non è chiaro se sia stato colpito un obbiettivo o se fosse la contraerea ucraina che abbatteva un missile russo“, ha twittato la giornalista.

Panico a Severodonetsk, nella regione di Lugansk: i russi hanno fatto fuoco su persone in coda in un supermercato, provocando morti e feriti. Lo ha denunciato su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale Serhiy Haidai, come riporta Ukrinform. 

Nella regione di Kharkiv la guerra è sempre più sanguinaria: questa mattina un carro armato russo ha colpito un’auto che trasportava una famiglia. Tre persone sono morte, tra cui una bambina di 9 anni. «La famiglia ha gridato che si trattava di civili, sventolando bandiera bianca, ma invano. I genitori e una bambina di nove anni sono morti e un ragazzo di 17 anni è rimasto ferito», ha raccontato l’Ufficio del procuratore generale.

Nella stessa Regione si sono registrati più di 80 bombardamenti nella notte: «ne abbiamo registrati 84, sono stati colpiti distretti di Saltivka, Danylivka, Kholodna Hora, il distretto Htz», ha spiegato il capo dell’amministrazione militare regionale Oleg Sinegubov citato da Unian.

Le bombe sono arrivate anche nel distretto di Kryvyi Rih, nell’Ucraina meridionale: i russi hanno colpito la città di Zelenodolsk e il villaggio di Mala Kostromka, alla periferia di Gradiv. 

Spari anche a Mykolaiv, dove le truppe russe hanno aperto il fuoco contro il porto: l’infrastruttura è danneggiata, secondo quanto riporta l’amministrazione dei porti marittimi dell’Ucraina su Facebook. Ieri Mykolaiv ha subito gravi attacchi aerei da parte degli invasori russi. L’hotel, l’ospedale, diverse case e una stazione di servizio sono stati danneggiati, tre persone sono morte e una è rimasta ferita. Al momento non sono segnalate altre vittime.

Sono 3.528.346 gli ucraini che hanno lasciato il Paese finora di fronte all’invasione russa. Lo ha riferito l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati. Kiev sostiene che 300 truppe russe si siano rifiutate di obbedire agli ordini nell’area di Okhtyrka, nella regione di Sumy, nel nordest dell’Ucraina e che abbiano “lasciato l’area di operazioni”. 

A parziale conferma del dato, la Polizia di frontiera polacca ha parlato di 2.141.000 profughi che dall’inizio dell’invasione hanno attraversato il confine con la Polonia.

Il conflitto in Ucraina è giunto al 27esimo giorno e da questa mattina gli allarmi antiaerei stanno suonando in quasi tutte le Regioni: Sumy, Mykolaiv, Ternopil, Poltava, Kirovohrad, Kharkiv, Zaporizhzhia, Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zakarpattya, Chernivtsi, Dnipropetrovsk, Rivne, Volinia, Cherkasy, Khmelnytsky e Odessa.

Nella Mariupol devastata dalle bombe verranno aperti tre corridoi per evacuare i cittadini.

Il Governo centrale ha ripreso il controllo di Makariv, insediamento urbano nell’oblast di Kiev, a 60 chilometri dalla Capitale: la bandiera è stata issata e le forze russe sono state respinte, come annunciato dallo Stato maggiore delle forze armate e riportato dal Kyiv Independent.

Il sindaco di Chernihiv stima che più della metà della popolazione sia fuggita dalla città dall’inizio della guerra. 

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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