Ucraina, arriva anche l’ok del Senato alla risoluzione di maggioranza

La premessa ha avuto 194 voti favorevoli, 29 no e quattro astenuti

L’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni rese dal presidente del Consiglio Mario Draghi in vista del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo, che si aprirà con un incontro con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden (leggi qui). Su richiesta di Fratelli d’Italia, favorevole a premessa e impegno previsti nel documento, la risoluzione è stata votata per parti separate. La premessa ha avuto 194 voti favorevoli, 29 no e quattro astenuti; l’impegno 212 sì, 12 no e astenuti; il punto 10, è passato con 194 sì, 29 no e quattro astenuti. Respinte le altre tre risoluzioni presentate.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi torna a parlare in Senato in replica al dibattito seguito alle sue comunicazioni sul Consiglio europeo di domani. «Come si può pensare di attuare una nuova transizione ecologica, una nuova politica della difesa senza intervento dello Stato? Anche queste regole andranno riviste alla luce di questi nuovi obiettivi che noi stessi ci siamo dati, non è la richiesta di un Paese».

Il premier ha poi affrontato vari punti previsti dal piano previsto dalla Bussola Strategica approvata lunedì dall’Unione Europea (leggi qui). «Il primo pilastro è la rivisitazione delle regole che ci hanno accompagnato fino ad ora. Il secondo è una risposta congiunta per finanziare sviluppi nel clima, nell’energia e nella difesa. È stato fatto con il Next generation Eu, ora non lo chiameremo così ma altrettanto occorrerà fare per clima energia e difesa. Questi obiettivi non sarebbero raggiungibili senza questo secondo pilastro. Il terzo punto è l’energia – aggiunge il premier – il mercato energetico non sembra rispondere in maniera adeguata. Queste sfide possono essere lette in due modi, uno pessimistico, l’Unione Europea non ce la farà; un’altra più ottimista: l’Italia ha avuto tante crisi, perché non dovremmo farcela ora? Bisogna affrontare queste crisi non con senso di smarrimento».

In merito alla Difesa, il premier ribadisce che il numero di cinque mila soldati è esiguo rispetto alle esigenze attuali e che servono passi avanti sulla politica estera europea comune. Per l’aumento delle spese della Difesa serve una strategia europea, sottolinea Draghi.

«Grazie al Parlamento per il sostegno all’azione di governo. È sempre importante sapere che ci si siede al tavolo avendo il Parlamento dietro. Oggi è ancora più importante, e la coralità di questo sostegno dà una particolare forza alla mia partecipazione al Consiglio europeo di domani» ha detto il premier.

Sul tema delle rinnovabili, Draghi sottolinea che l’Italia si sta muovendo sulla diversificazione, soprattutto in merito ai contratti. Domani verrà proposto un piano per coordinare questi acquisti, ma è importante proporlo soprattutto per il gas liquido, afferma il presidente del Consiglio.

In merito alla crisi ucraina, il premier sottolinea che le legge attuata sui profughi non deve valere solo per i cittadini ucraini e ha affermato la volontà di accogliere gli scienziati russi che stanno cercando di uscire dal Paese. «Il processo per l’entrata dell’ucraina nell’Unione Europea sarà lungo» ha precisato.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

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