Nato, uccisi tra 7mila e 15mila soldati russi da inizio guerra

Separatisti Donetsk: “controlliamo oltre metà Mariupol”. L’Ucraina si aggrappa alle sue basi a Mykolaiv. Stato maggiore Kiev: ‘uccisi 15.600 soldati russi’

La Nato stima che in un mese di guerra in Ucraina siano stati uccisi tra i 7mila e i 15mila soldati russi. Intanto, le forze ucraine hanno respinto le truppe russe in diverse aree intorno a Kiev, come assicurato dal sindaco della capitale ucraina, Vitali Klitschko.

La Russia avrebbe bombardato le città di Hostomel e Irpin con bombe al fosforo bianco. A sostenerlo, come riporta il The Kyiv Independent, è il sindaco di Irpin, Oleksandr Markushin. «Le forze russe hanno preso di mira le città satellite di Kiev con bombe al fosforo la notte del 22 marzo. L’uso di tali armi contro i civili è vietato dalle Convenzioni di Ginevra» – afferma il primo cittadino.

Un’accusa simile viene mossa dal vice capo della polizia di Kiev secondo il quale le forze russe avrebbero usato munizioni al fosforo contro la città di Kramatorsk, nell’est del Paese.

Il Viminale ha reso noto che ad oggi sono arrivati in Italia  63.104 profughi dall’Ucraina, di cui 32.361 donne, 5.592 uomini e 25.151 minori.

La situazione è drammatica anche per le migliaia di animali dello zoo Mykolaiv di Kiev, il più grande di tutta l’Ucraina, che sono intrappolati e rischiano la vita sotto le bombe russe, di cui quattro sono già cadute sul sito. Per loro, come denunciato dai responsabili dello zoo, non c’è alcuna possibilità di evacuazione trovandosi sulla linea di fronte della guerra con la Russia oltre a condizioni meteo troppo rigide per poterli trasportare.

Intanto al confine molti cittadini ucraini, nati uomini ma diventati transgender, avrebbero difficoltà a lasciare il Paese in guerra a causa della legge introdotta dopo l’invasione russa che chiama alle armi tutti residenti uomini dai 18 ai 60 anni. Lo riportano i media inglesi nominando “centinaia” di casi. A causa del lungo procedimento richiesto in Ucraina per cambiare genere, infatti, molti di loro non sarebbero stati in possesso dei documenti necessari per provare lo stato di donne transgender.

La recente norma introdotta dopo l’invasione russa vieta ai residenti uomini dai 18 ai 60 anni di lasciare il Paese perché chiamati alle armi. Chi risulta ancora “maschio” sul passaporto incontra notevoli difficoltà a fuggire

Kiev ha chiesto all’Occidente di inviare all’Ucraina “armi offensive” come “mezzo di deterrenza” contro Mosca. L’annuncio è arrivato da da Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente ucraino Zelensky, alla vigilia del vertice straordinario dei leader della Nato a Bruxelles in cui Zelensky parlerà in videoconferenza. 

Sarebbero 15.600, secondo le autorità militari ucraine, i soldati russi uccisi in combattimento dall’inizio dell’invasione ordinata da Vladimir Putin.

Kiev ha smentito lo scambio di prigionieri con Mosca di cui aveva dato notizia il ministero degli Esteri russo. Intanto, il portavoce delle truppe anfibie d’assalto ucraine Yaroslav Chepurnoy ha dichiarato che Mykolaiv rimane sotto il controllo ucraino: «la città è chiaramente sotto il controllo dell’esercito ucraino, Mykolaiv al momento è relativa sicura. Ci sono stati dei bombardamenti. Le truppe sono a 40 chilometri da qui, hanno preso dei villaggi nei dintorni della città. L’esercito ucraino sta cercando di allontanarle il più possibile – ha raccontato. – Non crediamo che i russi attaccheranno dal mare, perché sono piuttosto lontani, per ora. Gli attacchi potrebbero aumentare ma per ora tutto è sotto il controllo del sistema di difesa anti-aereo».

Intanto, le forze separatiste del Donetsk hanno annunciato di controllare oltre metà del territorio della città di
Mariupol, dove rimangono ancora dai 100 mila ai 150 mila civili secondo il capo dell’autoproclamata repubblica separatista di Donetsk, Denis Pushilin. «Possiamo parlare di dati approssimativi perché al momento è difficile determinare quante persone siano negli scantinati e nei rifugi e quante persone siano riuscite a uscire – ha detto Pushilin – secondo le nostre stime, rimangono ancora a Mariupol dalle 100 mila alle 150 mila persone».

Il sindaco di Kiev ha attaccato la Russia dichiarando che sta commettendo “un genocidio” in Ucraina. Vitali Klitschko è intervenuto in  videoconferenza con il consiglio comunale della città di Monaco, gemellata con la capitale ucraina, e ha chiesto di esercitare pressioni sul Governo federale per tagliare tutti i legami economici con la Russia. «La Russia sta investendo ogni euro, ogni centesimo, nel suo esercito – ha detto Klitschko. – Stanno distruggendo la popolazione civile. Stanno distruggendo il nostro paese, con bombe che uccidono tutti in un raggio di 500 metri, in un attacco non rivolto contro i militari, ma contro il popolo. Non riusciamo a contare i cadaveri. È un incubo, quello che sta accadendo qui».

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK

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