Von der Leyen: “Putin peggior nemico dei russi”

Michel: i crimini della Russia non resteranno impuniti. Oggi telefonata Putin-Scholz. Lavrov: “non deve accadere scontro Russia-Nato”

Vladimir Putin è diventato “il peggior nemico” anche dei cittadini russi. Lo sottolinea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: «se la libertà ha un nome oggi quel nome è Ucraina e oggi la bandiera dell’Ucraina è la bandiera della libertà – ha detto – gli sforzi dell’Europa devono fare in modo che questa guerra si riveli per Putin un errore strategico. Ecco perchè la Ue ha stanziato un miliardo di euro per il sostegno ai coraggiosi combattenti ucraini. A livello europeo verranno mobilitate risorse massicce per sostenere i Paesi che accolgono i profughi in fuga dall’Ucraina». La presidente della Commissione Ue ha definito “incoraggiante” la solidarietà finora dimostrata dai Paesi Ue nell’accoglienza dei profughi ucraini, che ad oggi sono oltre tre milioni, di cui la metà bambini.

Il presidente del Consiglio Ue Michel ha aggiunto che i crimini della Russia non resteranno impuniti. «Siamo pronti a fare di più per fermare questa macchina da guerra di Putin – ha rimarcato. – Stiamo agendo contro il Cremlino con i nostri partner internazionali. Abbiamo imposto delle sanzioni pesantissime come mai prima, colpendo il sistema finanziario, paralizzando settori economici chiave e colpendo i sostenitori del regime, congelando le riserve straniere della Russia. Il popolo ucraino sta lottando per la libertà e non li abbandoneremo, perché questo è un nostro dovere politico e morale. Loro combattono solo per se stessi, ma stanno lottando per i nostri valori comuni, per i nostri principi. Questa guerra deve finire. I nostri amici ucraini chiedono anche un altro aiuto, che è un aiuto politico, l’Ucraina fa parte della nostra famiglia europea e noi sosteniamo la scelta europea dell’Ucraina. Il suo diritto è di scegliere il proprio destino. Abbiamo deciso di rafforzare subito i nostri legami, approfondire le nostre partnership e di sostenere l’Ucraina nel seguire la sua via europea. Abbiamo proposto di lanciare un fondo di solidarietà».

Il ministro della Difesa italiano Guerini ha annunciato che le armi andranno ai destinatari indicati: «lo Stato Maggiore della Difesa è stato autorizzato ad adottare le procedure più rapide per assicurare la tempestiva consegna dei mezzi, dei materiali e degli equipaggiamenti in questione, secondo un processo che prevede modalità volte ad assicurare che il trasferimento dei citati materiali non possa cadere in mani diverse da quelle dei finali destinatari indicati dal Parlamento. Aggiungo, in merito, che dai riscontri che mi pervengono non c’è evidenza di un ipotizzato impiego di compagnie private o contractor in ambito di recapito di materiale proveniente da soggetti terzi. I materiali vengono consegnati in centri logistici dedicati e da lì consegnati ai rappresentanti governativi ucraini».

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, domani interverrà in videoconferenza durante la riunione del Consiglio europeo. Oggi, invece, si è tenuta una nuova telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il premier israeliano Naftali Bennett. Lo ha riferito il Cremlino.

La Bielorussia ha ordinato l’espulsione di alcuni diplomatici ucraini, che dovranno lasciare l’ambasciata a Minsk entro 72 ore. Inoltre ha deciso di chiudere il consolato ucraino a Brest. «L’Ucraina non lascerà senza risposta questo passo ostile – ha commentato Oleh Nikolenko, portavoce del ministero degli Affari esteri ucraino. – Consideriamo tali azioni come un altro passo ostile non provocato verso l’Ucraina».

Il presidente ucraino Zelensky si è collegato oggi con l’Assemblea Nazionale a Parigi per parlare della difficile situazione dell’Ucraina, sotto le bombe dell’esercito russo da 28 giorni. Introdotto dal presidente del Senato, Ge’rard Larcher e dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, che gli hanno assicurato tutto il sostegno della Francia, Zelensky è stato accolto da una standing ovation dei parlamentari.

«L’esercito russo non distingue ciò che distrugge – ha denunciato – i russi non considerano i crimini di guerra. Ci serve sostegno, la libertà deve essere armata: servono carri armati, servono aerei, difesa terrestre ma anche aerea. Il mondo ci deve aiutare con sanzioni pesanti. Macron ha dimostrato una forte leadership, adesso le imprese francesi devono abbandonare il mercato russo – ha ribadito, citando esplicitamente il gruppo automobilistico Renault e la catena di bricolage Leroy Merlin. – Non dovete essere responsabili dell’arricchimento della Russia, perché così continuereste a finanziare l’uccisione di donne, bambini, soldati. Si deve apprezzare e amare la vita».

«I giovani ucraini non devono vivere sotto le bombe. La guerra è contro la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza – ha detto Zelensky – Quello di Mariupol, è un assedio brutale come nel Medioevo. C’erano donne che si preparavano a partorire… a una di loro hanno dovuto amputare il piede, fratturato nel bombardamento… un’altra ha avuto il bacino fracassato e ha perso il bambino, chiedeva ai medici di lasciarla morire».

Il Cremlino ha annunciato che si terrà oggi una telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere tedesco Olaf Scholz per discutere gli sviluppi dei colloqui con l’Ucraina.

Intanto, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha commentato le dichiarazioni arrivate dalla Nato (leggi qui): «i nostri colleghi polacchi hanno già affermato che al prossimo vertice della NATO vorranno schierare forze di pace in Ucraina. Spero che sappiano di cosa stanno parlando. Questo sarà proprio lo scontro tra le forze armate russe e della NATO che tutti non solo volevano evitare, ma dicevano che all’inizio non sarebbe mai dovuto accadere. I negoziati sono iniziati. Sono difficili perché la parte ucraina, pur esprimendo comprensione per le cose che devono essere concordate, cambia costantemente posizione, rifiuta le proprie offerte. È difficile evitare l’impressione che la loro mano sia tenuta da colleghi americani. Se leggete gli scienziati politici, sia nostri che occidentali, gli americani partono dal fatto che non è conveniente che questo processo si concluda rapidamente».

Hafed Gaddur, il ministro degli Esteri del Governo nazionale libico, sotto il premier Fathi Bashagha, ha sottolineato che il suo esecutivo è in favore della pace, del dialogo e del rispetto della sovranità di tutti Paesi e quindi contrario ad un’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, cui ha rivolto un invito a “fermarsi“.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/OLIVIER HOSLET

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