Mancini guarda al 2026: mi piace il mio lavoro, spazio ai giovani

Il ct marchigiano ha confermato di voler allenare la Nazionale per accompagnarla al prossimo Mondiale.
Intanto occhi puntati sull’amichevole di questa sera

Dopo un breve periodo di raccoglimento, riflessione e confronto, il mister di tutti gli italiani ha emesso il suo verdetto: Roberto Mancini resterà alla guida della Nazionale per traghettarla fino ai Mondiali 2026 fra Usa, Canada e Messico.

Il tecnico marchigiano si è già detto pienamente allenato con la Figc di Gravina (lo avevamo visto anche qui) che ha sostenuto appieno la sua permanenza sulla panchina. A spingere davvero Mancini a non abbandonare il campo dopo l’esclusione dal Mondiale in Qatar 2022, però, è stato l’entusiasmo.

«Sono ancora giovane e volevo vincere Europeo e mondiale, per il secondo mi serve ancora tempo – ha spiegato nella conferenza stampa da Coverciano, dove si trova in ritiro per la preparazione della sfida con la Turchia – E poi mi piace il mio lavoro, so che posso divertirmi ancora molto e con i ragazzi posso riorganizzare qualcosa di importante, a parte la delusione, il resto va avanti».

Ripartire, dunque, è il motto imperante. Raccogliendo gli errori del presente ma anche ripassando le lezioni del passato: «i ragazzi in questi anni hanno meritato tanto – insiste Mancini – non è stato solo un Europeo ma un tragitto lungo tre anni con una serie di partite senza sconfitte e con un calcio propositivo. È stato creato un gruppo speciale: non sono nel gruppo squadra, ma anche tutto ciò che c’è intorno».

Fra le linee tecniche da seguire c’è sicuramente l’inserimento di ragazzi più giovani, “sperando possano avere esperienze importanti nei loro club perché questo è fondamentale“. La consacrazione dell’allenatore da parte della squadra trova un importante testimonial in Bonucci che gli siede accanto: «quello che ci ha dato in questi tre anni è qualcosa di unico, un’empatia tra allenatore, gruppo e staff che raramente si è respirata a Coverciano. Continuare con lui è la logica conseguenza di tutto questo».

Non manca un po’ di spazio per le polemiche sui calciatori che hanno abbandonato il ritiro: «io li ho obbligati ad andare via perché se posso fare qualcosa per loro e per i club noi lo facciamo… Non avrebbero giocato, alcuni non erano al meglio fisicamente. Alcuni di loro li ho obbligati ad andare».

«Il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima, non gli ha fatto giocare l’FA Cup. Anche Florenzi e Politano, non al meglio, li ho rispediti a casa perché non avrebbero giocato. Problemi fisici per Insigne? Lorenzo aveva problemi fisici già da prima. Immobile sarebbe andato in tribuna, Mancini e Verratti sì. Insigne al 50% sarebbe andato in tribuna per provare soluzioni alternative».

Questa sera la Nazionale di calcio italiana incontra la Turchia in un’amichevole che, al netto della (poca) competizione, sarà il primo passo di un lungo cammino, ancora insieme al mister.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ALI HAIDER

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