Missili sulla Regione di Odessa: ci sono vittime

Spento l’incendio a Belgorod, in Russia. Autobus con cittadini in fuga da Mariupol sarebbero giunti a Zaporizhzhia. Sale a 31 il bilancio delle vittime dell’attacco all’edificio dell’amministrazione regionale a Nikolaev. Gli Stati Uniti hanno fornito a Kiev materiale nell’eventualità di un raid chimico da parte della Russia

La guerra in Ucraina arriva al 37esimo giorno (leggi qui). Tre missili Iskander lanciati dalla penisola della Crimea annessa alla Russia hanno colpito un insediamento nella regione di Odessa. Lo afferma Maksym Marchenko, capo dell’amministrazione militare della regione, citato dalla CNN. «Ci sono vittime» ha affermato Marchenko.

Diversi autobus con a bordo cittadini in fuga da Mariupol sono giunti a Zaporizhzhia. Lo riferisce AFP.

Il bilancio delle vittime del bombardamento all’edificio dell’amministrazione regionale di Nikolaev è salito a 31. Lo rendono noto le autorità locali, secondo quanto riferisce Ukrinform. «I corpi di 30 persone sono stati estratti dalle macerie, un altro è morto in ospedale» si legge in una nota.

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha dichiarato che “gli Usa stanno fornendo all’Ucraina materiale nel caso la Russia usi armi chimiche”.

Bucha è stata liberata. Lo annuncia il sindaco della città, Anatolii Fedoruk, citato da Kvyv Independent. «Il 31 marzo passerà alla storia della nostra città» ha dichiarato il sindaco, ringraziando le forze armate ucraine per aver liberato la città dalle truppe russe. Bucha era occupata dal 27 febbraio.

La vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk annuncia su Facebook il secondo scambio di prigionieri con la Russia. «Per ordine del presidente Zelensky si è appena svolto il secondo scambio di prigionieri [con la Russia, Ndr]. Abbiamo riportato a casa 86 nostri soldati! 15 di loro sono donne! A tutti coloro che sono ancora prigionieri: lotteremo per ognuno di voi. Vi riporteremo tutti a casa, tenete duro» ha scritto Vereshchuk nel post.

Secondo l’Unesco, almeno 53 siti culturali sono stati danneggiati o parzialmente distrutti dall’inizio del conflitto. Tra questi, 29 chiese, 16 edifici storici, quattro musei e quattro monumenti. Tra le Regioni più colpite quella di Kharkiv, dove sono stati colpiti il Memoriale dell’Olocausto, il Teatro di Stato per l’Opera e Il Balletto e il Museo d’Arte. A Kiev sono ancora integri i 7 siti del Patrimonio mondiale dell’Unesco, tra cui la Cattedrale di Santa Sofia.

È stato spento l’incendio al deposito petrolifero di Belgorod, in Russia. Lo ha reso noto il governatore della regione al confine con l’Ucraina, come riporta la Tass. L’area, ha denunciato Mosca, era stata colpita nella notte da un raid aereo dell’Ucraina.

Il segretario del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, ha smentito la responsabilità di Kiev nell’attacco contro un deposito di combustibile nella località russa di Belgorod. «Per un qualche motivo dicono che lo abbiamo fatto noi, ma in base alle nostre informazioni ciò non corrisponde alla realtà» ha detto Danilov alla televisione di Stato ucraina.

Procedere oggi all’evacuazione dei civili da Mariupol è “impossibile”. Lo afferma il Comitato internazionale della Croce Rossa che scortava i veicoli diretti a prendere le persone in fuga nella città portuale. Stando a quanto riferito, domani ci sarà un nuovo tentativo.

Secondo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, si sta verificando un raggruppamento delle truppe russe poiché “non possono sostenere la pressione” per continuare un assalto all’Ucraina da tre fronti. La decisione di Mosca di ridurre l’attività militare sui due fronti di Kiev e Chernihiv è arrivata in un momento in cui “le forze ucraine hanno iniziato a respingerli con successo dai villaggi e dalle piccole città sotto l’assedio di Kiev”, ha spiegato Kuleba alla CNN.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/NUNO VEIGA

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