Ucraina: primo soldato russo morto per radiazioni di Chernobyl

Onu: 4,1 milioni di profughi “questa tragedia deve finire”. Il sindaco di Melitopol ha annunciato l’evacuazione dei civili. Distrutta l’Università di Kharkiv

La Cnn riporta la notizia di un ennesimo bombardamento russo ai danni di un obiettivo sanitario: l’esercito di Mosca avrebbe distrutto l’area oncologica dell’ospedale di Chernihiv, nell’Ucraina settentrionale. Secondo la testimonianza del sindaco Vladyslav Atroshenko «alcuni proiettili hanno colpito direttamente l’ospedale regionale e uno degli edifici, l’unità oncologica, è stata completamente distrutta. Tre persone hanno riportato gravi ferite».

Nel pomeriggio si apprende la notizia di un’altra serie di raid aerei che avrebbero completamente distrutto l’Università Nazionale di Karazin. A riferirlo è il viceministro dell’Istruzione ucraino Andriy Vitrenko, che ha reso noto che i corsi e le attività universitarie saranno spostate in un “luogo più sicuro“. Quello di Kazanin è uno dei principali atenei del Paese nonché il secondo più antico dopo l’Università di Leopoli.

L’azienda ucraina Energoatom che gestisce le centrali nucleari nel Paese ha riferito del primo soldato russo morto conseguentemente all’esposizione alle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl. La notizia è stata diffusa sulla base dei dati del Servizio medico militare della Federazione russa; altri 26 soldati sarebbero stati ricoverati e 73 sarebbero stati trasferiti.

Mentre non si arrestano i bombardamenti nelle regioni di Luhansk e di Kharkiv, proseguono le operazioni di evacuazione dei civili dei convogli internazionali. Come avevamo visto qui, la Croce Rossa questa mattina aveva ribadito di non essere certa che l’evacuazione a Mariupol potesse avvenire oggi.

All’ora di pranzo è arrivata la comunicazione del Consiglio comunale di Mariupol che ha annunciato l’inizio dell’evacuazione di circa duemila civili dalla città. Ai 42 bus scortati dalla croce rossa e dal Servizio di emergenza ucraino, diretti verso Zaporizhzhia, si sono accodate diverse auto private.

Il sindaco della città è tornato a parlare della distruzione di Mariupol: per la ricostruzione delle infrastrutture distrutte dai bombardamenti serviranno almeno 10 miliardi di dollari.

Nel pomeriggio il primo cittadino di un altro centro gravemente colpito come Melitopol ha anunciato l’evacuazione di civili dalla città. «Attualmente un convoglio di 6 autobus, tre camion e più di trecento auto si sta muovendo verso Zaporizhzhia» ha scritto Ivan Fedorov, ricordando che il corridoio umanitario era bloccato dalle forze russe da diversi giorni, impedendo a oltre mille persone di lasciare la città.

Dall’Onu è arrivato un nuovo appello contro la guerra: «questa tragedia deve finire» ha dichiarato l’Unhcr aggiornando il bilancio delle persone in fuga dall’assalto russo che nell’ultima settimana ha toccato quota 40mila profughi al giorno.

Nello specifico dal 24 febbraio 4.102.876 ucraini hanno lasciato il Paese; nel solo mese di marzo sono fuggiti più di 3,4 milioni di persone, “obbligati ad andare via per salvarsi la vita. Costretti a lasciare le loro case. Costretti a separarsi dalla famiglia“. Il 90% dei profughi è costituito, in percentuale simile, da donne e bambini. 6 rifugiati su 10 si sono recati in Polonia (2.384.814 finora); seguono Romania (623.627) e Ungheria (374.535).

Nonostante le notizie di un graduale alleggerimento dei convogli russi nella Regione della Capitale, il sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko ha reso noto che a nord e ad est della città si stanno combattendo “enormi” battaglie. Il Governatore ha allertato i cittadini che si erano allontanati dalla città.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ANP

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