L’enfant prodige dell’Eliseo è alla prima vera resa dei conti con l’elettorato dopo cinque anni di Presidenza
Manca sempre meno al primo banco di prova delle elezioni presidenziali in Francia, dove l’attuale capo dell’Eliseo Macron corre per il secondo mandato insidiato da Le Pen in costante ascesa nei sondaggi (qui le ultime rilevazioni statistiche sulle intenzioni di voto). La Francia andrà al voto per il primo turno domenica 10 aprile.
Nel 2017 Macron è stato eletto a soli 39 anni diventando il più giovane presidente della storia del Paese e, secondo i sondaggi, dovrà lottare al ballottaggio, previsto per domenica 24 aprile.
Dalla rivolta dei gilet gialli alla pandemia, dagli attacchi di matrice terroristica nel Paese alla gestione della Brexit, fino alla guerra: il mandato di Macron non è stato privo di sfide ma in questo momento a preoccupare il presidente sono soprattutto gli avversari interni che insidiano la sua rielezione.
Oltre alla storica rivale Marine Le Pen, Macron dovrà fronteggiare in totale altri 10 candidati (in totale stanno correndo in 12 per la Presidenza): nella scheda elettorale ci sono anche l’estrema destra di Eric Zemmour (qui le polemiche sul suo ultimo comizio), la repubblicana Valerie Pécresse, il candidato di France Insoumise rappresentante l’estrema sinistra Jean-Luc Mélnchon, la sindaca socialista di Parigi Anne Hidalgo, i verdi di Yannick Jadot.
In lizza anche l’anticapitalista operaio Philippe Poutou, i comunisti Fabien Roussel e Nathalie Arthaud, Jean Lassalle e il gollista Nicolas Dupont Aignan.
L’enfant prodige dell’Eliseo Macron si presentava cinque anni fa come il volto giovane della rivoluzione politica “ni de droit ni de gauche“, europeista convinto, liberale e sensibile alle cause civili. La strada da compiere però è ancora tanta, a partire dall’innalzamento graduale dell’età pensionabile da 62 a 65 anni, parallelamente all’aumento della pensione minima dagli attuali 700 a 1.100 euro.
Nel corso delle ultime settimane Macron si è anche dovuto smarcare dall’Affaire McKinsey: il presidente è stato accusato da un report del Senato, la cui maggioranza appartiene all’opposizione conservatrice, di aver commissionato a società private come l’americana McKinsey (ma non solo) un miliardo di euro di consulenze. Ad aggravare il fatto c’è l’accusa alla società di non aver pagato le tasse in Francia almeno dal 2011.
Quanto questi affaires interni e interni incideranno davvero sul consenso del popolo francese? La risposta a meno di 48 ore. Intanto il Mozart dell’Eliseo – come viene spesso appellato per i suoi studi di pianoforte al Conservatorio – non perde l’ambizione che l’ha portato sullo scranno più alto di Parigi: «ho lo spirito di conquista piuttosto che lo spirito di sconfitta – dichiara in un’intervista con radio Rtl – ma niente è mai scontato».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/LUDOVIC MARIN
