Boris Johnson incontra Zelensky. Di Maio: “Italia garante neutralità”

Papa Francesco: “ricordare sempre crudeltà contro ucraini”. Metsola: “dall’Ucraina straordinario eroismo”. Bandiera Ue su palazzo Kiev

Il premier britannico Boris Johnson è a Kiev dove incontrerà il presidente ucraino Zelensky. Nella Capitale la bandiera dell’Ue sventola sul palazzo di rappresentanza.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato che l’Italia sarà uno dei Paesi garanti dell’accordo di neutralità dell’Ucraina: «questo significa che noi saremo tra quelli, come lo siamo adesso, che stanno contribuendo a una soluzione negoziata e diplomatica che porti al cessate il fuoco, all’evacuazione dei civili e ad un accordo di pace – ha spiegato, per poi aggiungere: – per fare la pace bisogna volerlo in due e Putin in questo momento non sta dimostrando di volere la pace. Noi continueremo pacificamente ad aiutare il popolo ucraino, a ridurre i fondi che ha a disposizione Putin per finanziare la guerra, a colpire l’economia russa con le sanzioni, finche’ non riusciremo a indebolirlo economicamente, a tal punto da fargli pensare di sedersi al tavolo e non più di continuare a spendere soldi in armi che stanno ammazzando bambini».

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso di apertura dell’evento Stand up for Ukraine a Varsavia ha dichiarato di non avere parole per l’orrore visto a Bucha: «la brutta faccia dell’esercito di Putin che terrorizza le persone e io ho così tanta ammirazione per i nostri coraggiosi amici ucraini che combattono contro ciò. Stanno combattendo la nostra guerra. Loro sono nella nostra battaglia perchè non è solo l’Ucraina che combatte per la sovranità e l’integrità ma combatte per la domande se prevarrà l’umanità o sarà la devastazione dell’odio. Gli ucraini sostengono la nostra democrazia e quindi noi ora sosteniamo l’Ucraina. Per questo siamo oggi qui e vogliamo radunare il mondo per sostenere i rifugiati dentro e fuori l’Ucraina. Spero che si uniranno a noi tante persone».

La Cina sta accelerando l’espansione del suo arsenale nucleare dopo aver rivisto la sua valutazione sulla minaccia posta dagli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali la cautela americana in un coinvolgimento diretto nella guerra in Ucraina avrebbe convinto Pechino a dare maggiore enfasi allo sviluppo di armi nucleari come deterrente.

Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che Kiev è sempre pronta ai colloqui con Mosca. Dal suo canto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha detto che l’Ucraina ha notificato alla Russia che non intende rispettare la Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra.

Zelensky ha aggiunto di sentire forte il sostegno dell’Austria grazie alla visita del suo cancelliere: «l’Austria ci sostiene nella resistenza all’aggressione russa. La visita del cancelliere federale Karl Negammer a Kiev è un importante manifestazione di solidarietà con il popolo ucraino».

Domani, Domenica delle Palme, il cardinale polacco Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, partirà nuovamente per l’Ucraina, dove porterà una seconda ambulanza dono del Pontefice.

La presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola questa mattina ha dichiarato che l’Ucraina “sta lottando con gesti di straordinario eroismo, che rappresentano un esempio” e ha ribadito la necessità che l’Ue dia il suo sostegno.

A Kiev è stato aperto l’archivio online per documentare i crimini di guerra russi. Il sito contiene diverse sezioni: da quella sulle vittime a quelle su torture, ostaggi e stupri. Poi i numeri: 1.563 morti, tra cui 167 bimbi, 4.820 crimini di guerra, 6.800 edifici distrutti.

Durante l’udienza al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, papa Francesco ha voluto
fare cenno anche alla guerra in Ucraina e ha dichiarato che non si può dimenticare la crudeltà contro i cittadini: «noi non possiamo in questi giorni parlare di altre cose senza ricordare: ricordare la crudeltà alla quale si può arrivare. Lo spirito sportivo, questa amatorialità, è un presupposto per non cadere, coltivare l’amicizia umana per non cadere in questa tragedia, e ricordare quelle persone che sono vittime di questa tragedia».

Intanto il vescovo di Lutsk, storica città ucraina non lontana da Leopoli e dal confine con la Polonia, ha dichiarato: «dallo scorso dicembre tutti i cattolici di rito latino del Paese pregano affinché possa concretizzarsi il viaggio di Francesco in Ucraina. Attendiamo davvero con impazienza l’arrivo del Pontefice. Le sue preghiere e il suo sostegno fattivo hanno per noi un valore inestimabile. Ci auguriamo che le nostre preghiere vengano ascoltate. Solo con il soccorso di Dio questa terribile guerra potrà finire e le forze del bene prevalere su quelle del male».

Il ministro della Cultura italiano Franceschini ha chiesto intanto che Odessa venga riconosciuta come patrimonio dell’umanità Unesco.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/RONALD WITTEK

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