In un villaggio vicino alla capitale trovati una 50ina di corpi
Se è ancora difficile assestare un bilancio nazionale delle vittime che hanno perso la vita in Ucraina dall’invasione della Russia (qui le ultime), a livello locale e regionale i bollettini si susseguono incessanti. Solo nella regione di Kiev si contano complessivamente 1.222 morti, come ha riferito il procuratore generale ucraino Irina Venediktova.
«Ciò che abbiamo visto sul campo in tutte le regioni dell’Ucraina sono crimini di guerra, crimini contro l’umanità e faremo di tutto per perseguirli» ha dichiarato il magistrato, che ha ribadito la responsabilità russa dell’attacco nella stazione di Kramatorsk.
Intanto il capo del villaggio di Buzova fa sapere che il 31 marzo sono stati trovati una “50ina di corpi lungo un tratto di 6 chilometri della strada principale che porta a Kiev“. Altri cadaveri “sono in ospedale o all’obitorio, sono stati prelevati giorni fa per strada dagli stessi parenti delle vittime. I corpi hanno i segni di colpi di fucile e sono stati in strada per più di dieci giorni“. Nel villaggio sono stati distrutti anche l’ospedale cittadino e una scuola.
A Mariupol una guardia di frontiera ucraina si sarebbe fatta saltare in aria dopo essere stata circondata dall’esercito russo affinché non raggiungesse una stazione radio.
Nella città di Odessa continuano a risuonare le sirene dell’allarme antiaereo: alle 14.45 ora locale si sono udite tre distinte esplosioni dalla zona nord della città, da ieri sotto il coprifuoco diurno imposto dai continui bombardamenti aerei.
Nel primo pomeriggio si apprende anche di un bombardamento russo che avrebbe colpito l’aeroporto di Dnipro, nell’est dell’Ucraina. Come dichiarato dal governatore dell’oblast di Dnipropetrovsk, la struttura sarebbe “completamente distrutta“.
«Non è rimasto più nulla – ha riferito il governatore – L’aeroporto stesso e le infrastrutture vicine sono stati distrutti. E continuano a volare missili». Rimane imprecisato il numero delle vittime.
Lo scorso 15 marzo l’aeroporto di Dnipro era già stato colpito da un bombardamento russo che aveva distrutto la pista e danneggiato il terminal.
L’Onu ha aggiornato il bollettino dei profughi: dall’inizio dell’invasione hanno già lasciato il Paese più di 4,5 milioni di rifugiati; il 90% di queste persone sono donne e bambini, dato che le autorità ucraine non consentono la partenza di uomini in età militare. Gli sfollati interni al Paese sono invece almeno 7,5 milioni.
L’Agenzia statale ucraina per la gestione della zona di esclusione di Chernobyl ha reso noto che le forze russe hanno rubato sostanze radioattive dai laboratori di ricerca; si tratterebbe nello specifico di 133 sostanze di cui “anche una piccola parte” diventa “mortale se gestita in modo non professionale“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/OLEG PETRASYUK
