Nato, summit a Madrid 28-29-30 giugno

Guterres: “commosso da resilienza popolazione”. Consigliere Zelensky: “perdite russe colossali”

Il 28-29-30 giugno avrà luogo a Madrid, in Spagna, il summit della Nato, presieduto dal segretario generale Jens Stoltenberg.

La Russia si prepara intanto ad approvare una nuova legge sulle regole per l’ingresso, la permanenza e l’uscita degli stranieri dal Paese, mentre la Gran Bretagna fa sapere che invierà investigatori per indagare sui crimini di guerra e gli Stati Uniti di Joe Biden si scagliano contro la presenza della Russia al G20: «il vertice del G20 quest’anno non può essere business as usual – ha detto Biden – Mosca andrebbe cacciata».

«Sono rimasto commosso dalla resilienza e dal coraggio del popolo ucraino – ha scritto all’indomani della sua visita il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, su Twitter. – Il mio messaggio per loro è semplice: non ci arrenderemo. L’Onu raddoppierà i suoi sforzi per salvare vite e ridurre la sofferenza umana. In questa guerra, come in tutte le guerre, i civili pagano sempre il prezzo più elevato». 

Il ministro degli Esteri ucraino, Dymytro Kuleba, avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat. A renderlo noto è quest’ultimo: «Kuleba ha rinnovato una richiesta del presidente Zelensky di rivolgersi ai capi di Stato dell’Ua e il suo desiderio di sviluppare rapporti più stretti con l’Unione Africana. Ho insistito sulla necessità di una soluzione pacifica del conflitto con la Russia» – si legge su Twitter.

Le perdite russe in Ucraina sono “colossali”. Lo ha detto il consigliere del presidente ucraino Oleksiy Arestovych, ammettendo che Kiev ha perso il controllo di alcune città e villaggi nell’est, dove i combattimenti si stanno facendo più intensi, e che ci sono state perdite pesanti. 

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato ai giornalisti, durante un viaggio nel dipartimento degli Alti Pirenei, che stasera avrà una conversazione telefonica con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Il nunzio a Kiev, monsignor Visvaldas Kulbokas, ha intanto rivelato che era stato previsto un intervento della Santa Sede a Mariupol, la città martire dell’Ucraina ma le forze militari russe non hanno permesso questa missione umanitaria. «Era in atto una proposta congiunta – ha riferito – che doveva coinvolgere me personalmente e un vescovo della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca. Dovevamo andare fino a Mariupol e cercare di aiutare la gente del luogo e se possibile anche evacuare. La missione era programmata per la fine del mese di marzo e non l’abbiamo potuta fare. Non si arriva se le autorità militari, e in questo caso sono le autorità militari russe che detengono il controllo del territorio, se non danno le garanzie. Se non danno il via libera nessuno può arrivarci».   

È arrivata questa mattina la ferma condanna di Parigi agli attacchi russi “indiscriminati” sulla capitale ucraina Kiev, durante la visita del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

Bucha sarà presto gemellata a Bergamo: da un lato la città martirizzata dai russi per settimane, da febbraio fino alla macabra scoperta di fosse comune e corpi di civili abbandonati per strada; dall’altra la città simbolo della pandemia da Covid-19, con il corteo di camion pieni di bare che non trovavano pace nella primavera del 2020. Il sindaco di Bucha, Anatoliy Feroduk, ha ricevuto oggi, la proposta del primo cittadino orobico, Giorgio Gori. 

Intanto il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, ha invitato i presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, a prendere parte al prossimo G20 in programma a novembre nell’isola indonesiana di Bali. Widodo ha fatto sapere che “il presidente Putin ha manifestato gratitudine per l’invito al summit del G20 e ha detto che parteciperà“. Durante un colloquio telefonico il presidente indonesiano avrebbe chiesto all’omologo russo di porre fine al conflitto in Ucraina.

Da Mosca, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, fa sapere che “non ci sono ancora novità sulla via dei negoziati” con l’Ucraina e circa la presenza del leader russo al G20 dice: “è prematuro parlarne“. Per quanto riguarda invece la festa del 9 maggio, Peskov sottolinea che nessun leader straniero è stato invitato: «questa è la nostra festa, è una festa santa per tutta la Russia, per tutti i russi. Ma non abbiamo invitato leader stranieri».

Novità dalla Norvegia: il Governo ha annunciato la decisione di chiudere i porti alla Russia.

L’Olanda riapre la sua ambasciata a Kiev. Lo rende noto il ministero degli Esteri: «oggi l’ambasciata olandese riapre a Kiev. L’ambasciatore Jennes de Mol e un ristretto team lavoreranno fianco a fianco con le autorità ucraine e i Paesi partner sul terreno. La sezione consolare resta invece chiusa».

Il presidente russo Vladimir Putin ha conferito il titolo di “Eroe del lavoro” a Yury Barmakov, 90 anni, una figura di spicco nello sviluppo di armi nucleari. Un passo che genera tensione dopo il crollo del tabù nucleare.

Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, avverte che l’Occidente “non riuscirà a mettere in ginocchio Minsk e Mosca con le sanzioni” perché i due Paesi “hanno risorse, tecnologie e intelligence sufficienti“. 

Non arriva dal Pontefice ma dal segretario di Stato della Santa sede, cardinale Pietro Parolin, il nuovo appello del Vaticano. «Inviare le armi è una risposta debole. Una risposta forte è far cessare i combattimenti – afferma. – Non serve la corsa al riarmo, nel mondo ci sono già armi in grado di distruggere l’umanità. Davvero dobbiamo costruirne di altre? Dobbiamo invece offrire cibo e acqua».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/UKRANIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE

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