Associazione Antigone: servono misure urgenti per sovraffollamento e contagi

La onlus lancia l’allarme anche sui suicidi: sarebbero già tre quelli registrati dall’inizio del 2022

Sono oltre 1.532 i detenuti positivi al Covid negli istituti di pena italiani: erano meno di 200 all’inizio di dicembre. A loro si aggiungono i quasi 1.500 operatori, tra agenti e funzionari. A lanciare l’allarme è l’Associazione Antigone che si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.

L’associazione denuncia che “la variante Omicron ha portato ad un’impennata dei contagi anche in carcere, dove la popolazione detenuta non ha ancora ricevuto nella sua interezza la terza dose del vaccino e la cui situazione di salute, in molti casi, non è ottimale a causa di patologie pregresse“. Va ricordato che alla partenza della campagna vaccinale i detenuti furono inseriti tra le categorie prioritarie. A questo quadro “si aggiungono le informazioni che arrivano da alcuni istituti, dove pare sia saltata la possibilità di separare positivi e negativi per l’assenza di spazi dove spostare proprio chi risulta contagiato. Inoltre, in altri casi, pare che le direzioni abbiano smesso di fornire mascherine nuove ai reclusi”.

A destare preoccupazione è, ancora, il sovraffollamento delle carceri. Il numero dei detenuti è salito vertiginosamente dopo il calo registrato allo scoppio della pandemia. Secondo la onlus, le persone attualmente in carcere sarebbero più di 54mila, a fronte di una capienza ufficiale di 50 mila posti (ma quella effettiva potrebbe essere inferiore per via di reparti chiusi o in ristrutturazione).

Allarme anche per il crescente aumento dei suicidi. Come riporta Ristretti Orizzonti, sito di informazione dal carcere, dall’inizio dell’anno sarebbero già tre i suicidi registrati, a Salerno, Vibo Valentia e a Foggia.

A Napoli, invece, è morto, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, un detenuto picchiato dal compagno di cella, mentre a Sanremo è deceduto un uomo, già affetto da tubercolosi, che il mese scorso aveva incendiato il materasso, ustionandosi e intossicandosi gravemente.

«Il quadro che ci offre questo inizio di 2022 – sottolinea Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone – non è dei migliori. Per questo è importante prevedere misure urgenti per ridurre il sovraffollamento. Ci sono ancora migliaia di detenuti con pene al di sotto dei tre anni e che, perciò, potrebbero accedere alle misure alternative alla detenzione. Bisogna fare in modo che ciò avvenga».

«È importante accelerare sulla strada delle riforme – continua Gonnella – molte cose si possono fare anche senza passare dalla via legislativa, ma attraverso una modifica del regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario. Una strada che ha suggerito anche la Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario guidata dal professor Marco Ruotolo. Proprio sul piano delle riforme accogliamo con favore le parole pronunciate lunedì dalla ministra Marta Cartabia, la quale ha posto gli interventi sul carcere tra le priorità». 

di: Francesca LASI

FOTO: PIXABAY

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