Djokovic in patria, ora trema anche il Roland Garros

Dopo aver rinunciato agli Australian Open, il campione potrebbe veder sfumare anche i prossimi appuntamenti internazionali, da quello parigino a quello di Roma, sempre per l’assenza di certificazione vaccinale

Appena il tempo di rimettere piede in patria, a Belgrado, (lo abbiamo visto qui), che subito il tennista Novak Djokovic si trova davanti allo spettro di una nuova querelle internazionale. La Francia infatti ha appena disposto l’obbligo di vaccino a tutti i presenti al Roland Garros in programma a Parigi, pubblico e giocatori compresi.

Nel corso delle ultime conferenze stampa, il padre del tennista aveva dato appuntamenti a tutti a Parigi, a fine maggio, ma la presenza del serbo è ancora in discussione.

Uno scenario al quale il tennista dovrà abituarsi nel 2022: anche il direttore degli Internazionali d’Italia Sergio Palmieri ha dichiarato che sarà obbligatorio il rispetto delle norme vaccinali per i giocatori del torneo, senza sconti per nessuno: «se parteciperà agli Internazionali dipende da lui, se si iscrive noi staremo alle regole. Se arrivano giocatori in regola non avremo nessun problema e nessun motivo per non accettarlo».

Al gate dell’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado un esercito di fan, ma anche reporter e cineoperatori hanno accerchiato l’atleta, che però non ha ancora annunciato delle dichiarazioni ufficiali alla stampa né ha rilasciato commenti. I media serbi stanno dimostrando un grande supporto nei confronti di Djokovic, riferendosi alla sua vicenda come uno “scandalo” e una “vergogna“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: SHUTTERSTOCK

Rispondi