Via al secondo voto per il Colle

Nuovo giro di incontri in cerca di un’intesa dopo le 672 schede bianche della prima chiamata

Dopo il nulla di fatto di ieri (leggi qui), sono iniziate le operazioni della seconda chiamata al buio per l’elezione del presidente della Repubblica.

Alle 14.30 è iniziata la riunione del centrodestra che alle 16.30 dovrebbe presentare una rosa di nomi. Alcuni papabili sembrerebbero essere l’attuale presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, l’ex magistrato Carlo Nordio e l’ex presidente di palazzo Madama, Marcello Pera. Escluso, invece, Casini. «Spero di chiudere entro questa settimana con soddisfazione di tutti o di tanti sul Quirinale, poi il Governo corre, corre» – ha commentato Salvini uscendo da Montecitorio.

Letta è al momento impegnato in un incontro con Tajani. Alle 17.15 incontrerà anche Conte e Speranza.

L’attenzione dell’Europa è concentrata sul Belpaese. Come afferma il commissario europeo per il Bilancio, Johannes Hahn, infatti, Bruxelles si augura che la “situazione attuale di stabilità continui“. «Non ho dubbi che gli oltre mille Grandi elettori incaricati siano pienamente consapevoli della posta in gioco» – ha detto.

«La ripresa in Italia e l’umore generale nella società sono piuttosto promettenti e luminosi. Auspichiamo che le cose restino così anche in futuro. Questa opinione è condivisa da tutti in Europa e anche oltre, perché l’Italia è uno dei nostri Stati membri più importanti e tutti sono felici di questi sviluppi positivi» – ha aggiunto il commissario austriaco.

Tornando in Italia, al momento le principali forze politiche non sembrano ancora aver trovato un’intesa con la maggioranza di due terzi su un nome eleggibile. Si tratta quindi di un nuovo giorno di incontri e vertici tra i leader.

Alle 10 di questa mattina il leader del Carroccio Matteo Salvini ha convocato i suoi Grandi elettori mentre in giornata è previsto un secondo incontro con il segretario del Pd, Enrico Letta. Con quest’ultimo sarebbe ormai avviato il dialogo su una possibile candidatura di Mario Draghi su cui, tuttavia, Letta frena, insieme a Giuseppe Conte. «Il mio ruolo – ha detto Letta in un’intervista alla Cnbc è proteggere Mario Draghi ed è assolutamente importante averlo nelle istituzioni del Paese». Un altro nome papabile era quello di Franco Frattini su cui Pd e Iv dicono no.

Fonti interne al Pd avrebbero escluso la possibilità di votare esponenti del centrodestra.

Per il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, sarebbe proprio Salvini ad avere “l’asso in mano per chiudere la partita“. «Lui ha quattro possibilità – ha detto l’ex premier ai microfoni di Quiritalk su Radio Leopolda, – mettere in campo un nome di centrodestra e sperare di non fare la fine di Bersani, cercare un grande accordo con tutti con un nome fuori dal giro, della società civile, in stile Grasso e Boldrini, che per me non sono stati proprio il top, terza ipotesi è tentare un accordo con i giallo-verdi per un nome e poi, quarta, c’è l’usato sicuro. Salvini non ha deciso che fare. Il mio suggerimento – ha aggiunto – è quello di utilizzare le prossime 24-36 ore per far prevalere la politica, se vanno alla ricerca di effetti speciali rischiano di fare la fine di Bersani».

Nel frattempo si parla anche del “caso” Cunial. La deputata del Gruppo Misto, dalle posizioni no-vax, non ha potuto votare perché non è in possesso del Green Pass base, quello ottenibile anche tramite tampone molecolare. A tal proposito il senatore di Italexit Gianluigi Paragone, positivo, punta il dito contro il provvedimento che permette ai parlamentari in isolamento di recarsi presso il seggio drive-in: «hanno preso questa scelta per rispetto del Parlamento ma gli servono i voti perché la partita si gioca col pallottoliere. Il malato quindi è merce di scambio».

Paragone ha paragonato la sua condizione a quella di Cunial: «è un puro dispetto nei suoi confronti. Mentre il malato diventa eccezione alla regola, alla Cunial viene impedito da sana di andare a votare».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK

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