Csm, il Cdm approva la riforma

Le prime novità sui magistrati: capi di gabinetto tre anni senza funzione giurisdizionale. No alla fiducia: “il Parlamento sarà sovrano”

È terminata la riunione preparatoria del Consiglio dei ministri, in programma in mattinata per approvare la riforma della giustizia il cui testo è stato redatto dal ministro Cartabia (leggi qui). Il Cdm, inizialmente in programma per le 10, è slittato a causa di una riunione fra il premier e i capidelegazione dei partiti di maggioranza.

In seguito a questi incontri, emergono le prime indiscrezioni. A cominciare da Forza Italia che si è detta soddisfatta: l’esecutivo ha rassicurato sul fatto che non apporrà la fiducia al provvedimento: «il Parlamento sarà sovrano».

Le altre vittorie rivendicate dai forzisti riguardano il “no alle ‘porte girevoli“, valido anche per “ministri, sottosegretari e assessori“, una vera “stretta sui fuori ruolo e il voto degli avvocati sugli avanzamenti di carriera dei magistrati“. Il tutto senza dimenticare la “storica battaglia di Fi” sulla separazione delle funzioni.

Nel frattempo sul tavolo del cdm c’è anche un decreto sulla privatizzazione di Ita Airways riguardante la cessione di quote della compagnia pubblica.

Nel momento in cui il cdm affronterà il nodo della giustizia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli lascerà il tavolo: è quanto si apprende da alcune fonti di Palazzo Chigi, secondo cui lo stesso segretario avrebbe chiesto di non partecipare ai lavori per “sensibilità istituzionale”, nonostante le norme in discussione non si applichino in base al testo Bonafede agli incarichi in corso.

Dalla bozza, intanto, è emerso che non saranno più ammessi magistrati che abbiano avuto un’esperienza politica. Nello specifico, è stato deciso che i magistrati che hanno ricoperto cariche elettive di qualunque tipo o incarichi di governo (nazionale, regionale o locale) al termine del mandato, non possono più tornare a svolgere alcuna funzione giurisdizionale.

Per coloro che si sono candidati ma non sono stati eletti, il veto giurisdizionale rimane invece per tre anni. La stessa disciplina, divieto di svolgere funzioni giurisdizionali per tre anni, si applica ai capi di gabinetto, ai segretari generali presso i ministeri o ai capi dipartimento.

I magistrati ordinari vengono collocati fuori ruolo presso il ministero di appartenenza si legge ancora. I magistrati amministrativi e contabili vengono collocati fuori ruolo presso la presidenza del Consiglio dei ministri, l’Avvocatura dello Stato. Resta la possibilità di assumere altri incarichi fuori ruolo presso altre amministrazioni e di assumere funzioni non giurisdizionali presso le sezioni consultive del Consiglio di Stato, le sezioni di controllo della Corte dei Conti e l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione.

La bozza prevede anche il divieto di esercitare contemporaneamente funzioni giurisdizionali e ricoprire incarichi elettivi e governativi, cosa invece possibile fino a oggi.

ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/CESARE ABBATE

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