Appello per Mariupol, si aprono 14 corridoi umanitari

Questa mattina l’esercito russo ha lanciato 8 missili contro il Centro internazionale per la pace e la sicurezza dell’Ucraina a Leopoli. Kiev: “è attacco terroristico, chiudete i cieli”

Il bollettino di guerra di domenica 18 marzo si apre con qualche flebile speranza sul dialogo (qui) e ancora notizie di distruzione e bombardamenti. Come ieri (qui) anche oggi suonano le sirene antimissile in quasi tutte le province del Paese, comprese Kiev, Kharkiv e Dnipro.

Questa mattina un raid aereo ha colpito il Centro internazionale per la pace e la sicurezza dell’Ucraina a Leopoli. Il sindaco Andriy Sadovyi ha riferito che l’esercito russo ha lanciato 8 missili contro la base militare ucraina di Yavoriv, vicino al confine con la Polonia.

Stando a quanto riferito dai soccorsi al Guardian, l’attacco ha ucciso 20 persone mentre 57 sono rimasti feriti. Il governatore di Leopoli invece ha parlato di una 30ina di razzi e di 35 morti.

La presenza di istruttori internazionali nel Centro connoterebbe il raid come un “attacco terroristico sulla pace e la sicurezza vicina al confine con Ue e Nato“, ha dichiarato il ministero della Difesa ucraino che non ha confermato il bilancio delle vittime ma ha rinnovato un appello: «chiudete i cieli!».

Il Centro è stato creato nel 2007 per addestrare le forze armate ucraine, in particolare per le missioni di peacekeeping, e ospita regolarmente le truppe e le esercitazioni militari internazionali.

Secondo il Washington Post, che ha ricostruito l’invasione esaminando video e testimonianze, dall’inizio del conflitto si sono registrati almeno 9 attacchi a strutture ospedaliere.

L’esercito russo starebbe accusando la resistenza ucraina: secondo quanto riporta il portale Ukrainskaya Pravda, nelle città bielorusse di Mozyr e Gomel gli obitori e i cimiteri “sono pieni di cadaveri di soldati russi”, tanto che diversi testimoni “alla stazione di Mozyr sono rimasti scioccati” dal numero di vittime “caricate sul treno: la gente ha iniziato a girare video, ma i militari li hanno raggiunti e hanno ordinato loro di rimuoverli“.

Anche secondo l’intelligence britannica la Russia starebbe “pagando un prezzo alto per ogni passo in avanti poiché le forze armate ucraine continuano a offrire una strenua resistenza in tutto il Paese“.

Le forze russe hanno colpito anche una base aerea a Ivano-Frankivsk, nell’Ucraina occidentale.

Nella regione di Donetsk invece le schegge di un proiettile hanno colpito un treno passeggeri, uccidendo un macchinista mentre un altro uomo è rimasto ferito. Il convoglio era diretto a Lyman.

Nel frattempo, dopo il sindaco di Melitopol è stato rapito un altro sindaco dalle forze armate russe. Si tratta di Yevhen Matviiv, primo cittadino della città occupata di Dniprorudne, nella regione sudorientale di Zaporizhzhia

«I crimini di guerra stanno diventando sistemici» ha commentato il governatore della Regione Olexandr Starukh.

Al bilancio degli attacchi si aggiunge anche un raid contro il monastero ortodosso della Lavra delle Sacre Montagne della Santa Dormizione, vicino alla città ucraina di Sviatohirsk nella provincia di Donetsk. Le bombe sono cadute a 50 metri da un ponte sul fiume Siverskyi Donets, vicino all’ingresso del monastero, danneggiando gli infissi della struttura.

Al suo interno sono rifugiate circa 520 persone, di cui 200 bambini, come riportato da un comunicato del Parlamento di Kiev.

Secondo Zelensky, nonostante le bombe i corridoi umanitari di ieri “hanno funzionato. Sono state evacuate 12.729 persone. Il convoglio umanitario arriverà a Mariupol nel pomeriggio“.

Per oggi sono previsti altri 14 corridoi umanitari, come ha reso noto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk; i soccorsi tenteranno anche di portare aiuti umanitari alla città assediata di Mariupol.

Il convoglio diretto nella località costiera comprende diverse tonnellate di aiuti e autobus vuoti, con la speranza di poter portare i civili verso la vicina Zaporizhzhia. Fino ad ora i tentativi di evacuazione dalla città sono sempre falliti.

Altri aiuti sono in arrivo verso un orfanotrofio ucraino: si tratta di un tir contenente medicinali, alimenti, abiti e giocattoli raccolti grazie a una gara di solidarietà di alcuni dipendenti di aziende del Vallo di Diano, in provincia di Salerno, e del potentino.

Il convoglio consegnerà gli aiuti in Moldavia, percorrendo un corridoio umanitario che si occuperò di distribuire i beni in una struttura ucraina a 50 km dal confine moldavo.

Dalla procura generale arriva un nuovo drammatico bollettino: dall’inizio del conflitto sono morti 85 bambini mentre altri 100 sono feriti. Il bilancio ufficiale, stimato al ribasso, ha individuato i centri più colpiti nelle città di Kiev, Kharkiv, Donetsk, Sumy, Kherson, Mykolaiv e nella regione di Zhytomyr.

Nel frattempo il capo della polizia di Popasna, nella regione orientale di Lugansk, ha accusato la Russia di aver bombardato la città con ordigni al fosforo. Secondo le autorità del Donbass, sono state colpite dai bombardamenti anche due chiese ortodosse in cui si trovavano dei civili rifugiati.

Si apprende anche di un bombardamento russo sulla città meridionale ucraina di Mykolaiv, a est di Odessa, che ha causato 9 morti, oltre che di un raid contro un condominio nella città di Chernihiv, nel nord del Paese. Il video è stato riportato dalla Bbc che precisa di non averne potuto verificare l’autenticità. Ci sarebbe almeno un morto.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ PROTEZIONE CIVILE UCRAINA

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