La guerra delle sanzioni dalla Russia agli Usa

Il presidente Usa e quello canadese non potranno viaggiare in Russia. Ambasciatore russo a Parigi: gli europei soffriranno tanto quanto noi per le sanzioni. Putin: Kiev non è seria nel trovare una soluzione condivisa

Domani 16 marzo alle 15 si terrà una riunione straordinaria dei presidenti delle Camere basse dei Paesi del G7 per discutere del conflitto in Ucraina. L’incontro si terrà in videoconferenza ed è stato indetto dalla presidente del Bundestag in qualità di presidente di turno del G7 parlamentare, su proposta di Roberto Fico.

Al meeting sarà presente anche il presidente del Parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk e al termine della seduta verrà adottata una dichiarazione comune.

Nel frattempo, i negoziati con la Russia proseguono come ha confermato il consigliere della Presidenza ucraina Mykhailo Podolyak (qui).

Intanto si è riunita un’altra assemblea legislativa per discutere sulle prossime mosse da compiere. La Camera dei Deputati sta infatti esaminando in queste ore il decreto legge Ucraina, passando al vaglio la 70ina di emendamenti presentati. Alternativa aveva già presentato una pregiudiziale sul decreto e ha annunciato che farà ostruzionismo in Aula.

Le Camere in seduta comune starebbero anche valutando un eventuale collegamento con Zelensky, anche se manca ancora una decisione definitiva in merito alla proposta.

Intervenendo a margine della riunione dei ministri della salute dell’Unione Europea, il ministro Speranza ha ribadito l’intenzione degli Stati membri di “rafforzare le forniture mediche e farmaceutiche e a farsi carico dell’assistenza sanitaria dei profughi“. L’Italia “ha già iniziato a spedire carichi di materiale e accogliere pazienti nei suoi ospedali. Non possiamo lasciare solo il popolo ucraino“.

Contestualmente, il Tesoro americano ha approvato nuove sanzioni alla Russia che colpiscono anche il presidente bielorusso Lukashenko e la sua famiglia. Nel botta e risposta delle sanzioni, Mosca ha reagito imponendo misure restrittive in capo a Biden e Blinken.

Le sanzioni includono il blocco di ingresso in Russia e il congelamento di asset ma, come precisato dal Ministero degli Esteri russo, non impediscono contatti ad alto livello se necessario.

L’ambasciatore russo in Francia ha ribadito che “non solo noi ma anche voi avrete un colpo molto duro da tutte queste sanzioni“. Mechkov ha puntato il dito contro la “caccia” europea agli oligarchi russi, protratta con le sanzioni approvate ieri definite “azioni da veri banditi“. «Oggi ci sono stati rubati 300 miliardi dalle nostre riserve».

Riferendosi alla conversazione avuta con il presidente del Consiglio Ue Michel, Putin ha dichiarato che “l’Ucraina non è seria nel voler trovare una soluzione mutualmente accettabile“.

Delle sanzioni ha discusso anche l’Ecofin di oggi che ha valutato l’impatto “asimmetrico” delle misure sui vari Paesi membri. «Stiamo valutando quali sostegni possono essere dati nelle situazioni specifiche – ha spiegato il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, ribadendo che – tutte le opzioni sono sul tavolo. Abbiamo già presentato quattro pacchetti di sanzioni e siamo pronti a lavorare su ulteriori» misure.

Zelensky è intervenuto in videoconferenza anche al Parlamento canadese; a margine del suo discorso Trudeau ha ribadito che “Putin deve fermare adesso gli attacchi sui civili e interrompere questa guerra ingiustificata“. Proprio Trudeau è destinatario di una delle contro-sanzioni annunciate da Mosca: al premier canadese è stato vietato l’ingresso in Russia, così come al suo omologo Usa.

«L’Ucraina – ha detto Trudeau – sta difendendo il diritto di scegliere il proprio futuro e nel farlo state difendendo i valori che formano i pilastri di tutti i Paesi democratici: libertà, diritti umani, giustizia, vero ordine internazionale».

Nel suo intervento Zelensky ha ribadito l’importanza di una no-fly zone, già più volte scongiurata dalla Nato. Il suo discorso si conclude con un accorato appello: «per favore non fermatevi nel vostro sforzo per riportare la pace – ha detto – abbiamo bisogno del vostro aiuto concreto».

Nell’ambito del Consiglio Europeo, Michel ha intimato a Putin di “fermare la guerra fratricida” e di cessare “bombardamenti indiscriminati contro i civili“.

Durante l’intervento è arrivata alla segretaria generale del Consiglio d’Europa la “notifica formale che la Russia si ritira dall’organizzazione“, insieme a “informazioni sull’intenzione di Mosca di denunciare la Convenzione europea dei diritti umani“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/DOUG MILLS / POOL

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