Biden a Xi Jiping: “timore che Mosca usi il falso pretesto delle armi chimiche”

Il presidente Usa avrebbe espresso all’omologo cinese la preoccupazione che “la Russia usi le false informazioni sulla presenza di armi chimiche in Ucraina” per giustificare ulteriori attacchi. Nuova telefonata Macron-Putin

Si è tenuto in giornata un colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e l’omologo cinese Xi Jinping. Il coinquilino della Casa Bianca avrebbe espresso a Xi Jinping “le preoccupazioni degli Stati Uniti che le false informazioni diffuse da Mosca sulla presenza di armi chimiche in Ucraina possano essere sfruttate come pretesto per un’operazione. E ha anche espresso la preoccupazione per la eco che queste fake news possano avere”. Lo ha rivelato un alto funzionario della Casa Bianca a proposito del colloquio tra i due leader. La Cina in queste settimane è stata accusata dagli Usa di contribuire alla diffusione della propaganda della Russia.

Durante la telefonata, Biden avrebbe detto al presidente cinese che gli Usa “non vogliono” una guerra fredda con Pechino e ha sottolineato il suo sostegno per una soluzione diplomatica della crisi ucraina. L’inquilino della Casa Bianca ha, però, messo in guardia Xi Jinping, avvertendo che ci saranno “implicazioni e conseguenze” in caso Pechino aiuti Mosca. Biden ha poi ribadito che la politica degli Stati Uniti su Taiwan non è cambiata e ha sottolineato che continuano “a opporsi a qualsiasi modifica unilaterale dello status quo”. Lo ha riferito la Casa Bianca in una nota.

La Casa Bianca ha minimizzato le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov rispetto all’assistenza materiale in arrivo in Ucraina dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden si è impegnato ad inviare oltre 800 milioni di dollari in aiuti alla sicurezza. Lavrov aveva affermato che qualsiasi spedizione di armi in arrivo in Ucraina sarà considerato un obiettivo “legittimo” per la Russia. «Questa è una minaccia che ha già fatto in precedenza» ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, sottolineando che “non ci sono truppe statunitensi che operano all’interno dell’Ucraina”, e che tutte le forze statunitensi operano esclusivamente nel territorio della Nato.

Nuova telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron e l’omologo russo Vladimir Putin. Nel corso del colloquio telefonico, durato un’ora e 10 minuti, il capo dell’Eliseo sarebbe tornato tornato sul l’aggravarsi della situazione in Ucraina, i continui bombardamenti contro civili e il mancato rispetto del diritto umanitario, e avrebbe sottolineato che i negoziati fra le delegazioni russa e ucraina non hanno per il momento registrato passi avanti”. Macron ha espresso a Putin “la sua estrema preoccupazione per Mariupol, ed ha di nuovo chiesto con fermezza il rispetto immediato di un cessate il fuoco”. 

Stando a quanto riferito dalla Tass, invece, il capo del Cremlino avrebbe affermato che a commettere “crimini di guerra” sono “le truppe e i nazionalisti” ucraini. Putin avrebbe, inoltre, sottolineato che le truppe di Mosca stanno facendo “tutto il possibile” per non colpire i civili in Ucraina, anche “creando corridoi umanitari per la loro evacuazione”.

Mykhailo Podoliak, il consigliere del presidente ucraino Zelenskyn, in merito ai negoziati afferma che “le parole di russi sono solo le loro richieste, fatte per provocare tensione nei media. Le nostre posizioni non cambiano. Cessate il fuoco, ritiro delle truppe e rigide garanzie di sicurezza con formule specifiche”.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/SARAH SILBIGER / POOL

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