Il Csm boccia la norma pm-stampa

Il plenum del Csm ha approvato un emendamento sul nuovo illecito disciplinare che vieta ai pm di rilasciare dichiarazioni alla stampa sull’attività del loro ufficio

La riforma Cartabia sul Consiglio Superiore della Magistratura e l’ordinamento giudiziario continua a generare tensioni e rimostranze (leggi qui). Il plenum del Csm lancia l’allarme e dice no al divieto per i pm di rilasciare dichiarazioni o fornire notizie alla stampa sull’attività giudiziaria del loro ufficio e approva un emendamento passato a firma dai consiglieri di Area ed approvato con 15 voti a favore, tre contrari e 6 astenuti.

Sotto accusa è il nuovo illecito disciplinare che si estende a tutte le violazioni delle disposizioni sui rapporti con la stampa introdotte dalla riforma sulla presunzione d’innocenza. Il Csm parla di “notevoli criticità, anche con riguardo alla garanzia di indipendenza dei pm”.

«È palesemente irrazionale e in contrasto con il diritto di manifestazione del pensiero dei magistrati» ammonisce il Csm.

Secondo quanto previsto dalla riforma, mentre un procedimento giudiziario è in corso, o anche se è stato già definito, i giudici non potranno fare comunicazioni alla stampa pena pesanti sanzioni. 

Nell’emendamento approvato oggi si sostiene che il procuratore sarebbe così vincolato nei rapporti con la stampa non solo ad una “continenza espressiva”, ma sarebbe anche limitato nei rapporti con i giornalisti soltanto in presenza di “una specifica esigenza investigativa, o rilevante interesse pubblico”.  

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI

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