Biden: “questa guerra è già stata un fallimento strategico per la Russia”

Nel suo discorso a Varsavia il presidente Usa afferma: “abbiamo il dovere di difendere ogni centimetro del territorio Nato”. Zelensky: “basta attacchi alla memoria”

La guerra in Ucraina arriva al 31esimo giorno (leggi qui). La giornata di oggi è caratterizzata dall’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e l’omologo polacco Andrzej Duda.

Il discorso di Biden dal Castello Reale di Varsavia inizia con un riferimento al messaggio pronunciato nel 1979 da Giovanni Paolo II, il primo papa polacco: «Le sue parole cambiarono il mondo». Rivolgendosi ai presenti, il presidente sottolinea che Varsavia è il simbolo della libertà: la prima segretaria di Stato donna negli Usa Madeleine Albright, morta qualche giorno fa, si rifugiò proprio qui dopo la fuga dalla ex Cecoslovacchia.

«La battaglia per la libertà è stata lunga e dolorosa. Le parole di Putin sulla “denazificazione” dell’Ucraina sono una menzogna. La giustizia fa il potere. Oggi dobbiamo avere ancora fede e porre la forza della democrazia per sfidare l’autocrazia, tornata negli ultimi 30 anni. La Nato è un’alleanza difensiva, con gli Stati Uniti ha cercato di prevenire la guerra non di attaccare ma la Russia di Putin ha rifiutato ogni proposta, ha iniziato subito con la violenza. Noi lo dicevamo, “attaccheranno”. Putin ha iniziato una guerra solo per la sua cupidigia e minaccia di farci tornare agli orrori di una guerra mondiale, quando non c’era uno Stato di diritto internazionale. Questa minaccia è il motivo della risposta rapida dell’Occidente» ha detto l’inquilino della Casa Bianca.

In merito alle sanzioni, Biden ha detto: «le sanzioni vanno a colpire la Federazione Russa. Oltre a queste, l’Occidente si è unito. Le forze americane non sono in Europa per fare la guerra alle forze russe ma per difendere la Nato. Ieri mi sono recato dalle truppe Nato in Polonia e voglio chiarire che non si sposteranno. Abbiamo il dovere sacro di difendere ogni centimetro del territorio Nato».

Il presidente parla anche dell’incontro con i rifugiati e racconta di una bambina che ha chiesto se potrà mai rivedere il padre e il fratello. «Qualche bambino mi si è aggrappato alla gamba pregandomi che tutto questo sia temporaneo. Ho annunciato che daremo 300 milioni di dollari in assistenza umanitaria e accoglieremo i rifugiati. Il programma alimentare mondiale sta cercando di sollevare alcune città importanti ma non Mariupol perché le forze russe continuano a bloccare gli aiuti umanitari, ma noi ci sforzeremo per farli arrivare. Questa guerra è già stata un fallimento strategico per la Russia. Anche io ho perso un figlio è so che non c’è consolazione per la perdita di un familiare. La Russia pensava che l’Ucraina capitolasse, invece la popolazione ha resistito». L’inquilino della Casa Bianca si è poi rivolto al popolo russo: «so che voi non volete questo. Voi vi ricordate di essere stati in una situazione simile durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo non è ciò che siete, non è quello che meritate, questa guerra non è degna di voi, grande popolo russo, gli Stati uniti stanno con voi e con chi vuole la pace».

«Putin sta riportando la Russia al XIX secolo. Questo uomo non può restare al potere» ha affermato Biden che ha definito il capo del Cremlino un “dittatore che cerca di ricostruire un impero”.

Il presidente Usa ha poi rivolto un appello ai leader europei affinché si liberino della dipendenza energetica di Mosca: «l’Europa deve mettere fine alla sua dipendenza dai combustibili fossili della Russia. Noi, come Stati Uniti, la aiuteremo».

Il discorso si chiude, così come è iniziato, con la citazione a Papa Wojtyla: «Non abbiate paura».

Immediato il chiarimento della Casa Bianca che precisa che il presidente Usa “non stava parlando di un cambio di regime in Russia”.

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha annunciato che gli Stati Uniti doneranno altri 100 milioni di dollari all’Ucraina. I fondi saranno destinati all’assistenza e la sicurezza dei civili. Saranno inclusi veicoli blindati e attrezzature alla Guardia di confine ucraina e alla polizia nazionale, “che sono in prima linea per salvare e proteggere i civili dal brutale assalto di Putin”, afferma Blinken.

Arriva il commento del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. In un’intervista rilasciata alla trasmissione InOnda ha dichiarato: «Biden ha detto che la Nato è un’alleanza difensiva e questo è un principio che noi stiamo stabilendo in questi giorni, noi non interverremo con una no-fly zone in Ucraina perchè scoppierebbe la terza guerra mondiale, non manderemo aerei da combattimento della Nato in Ucraina. Noi lavoriamo per la pace e lavoriamo affinchè Putin si sieda al tavolo e trovi un accordo e tratti con gli ucraini. [la guerra di Putin, Ndr] sta arretrando, non sta avanzando. La sua guerra non sta andando bene e questo può aumentare la sua aggressività. [Biden, Ndr] ha fatto un discorso chiaro, ha usato parole precise, ma dall’altra parte Putin usa le bombe. Le parole di Biden devono servire a far capire chiaramente a Putin che deve fermarsi».

In merito al ruolo dell’Italia, il ministro ha affermato: «Ieri dal capo di gabinetto di Zelensky è arrivata la notizia che l’Ucraina accoglie l’Italia come uno dei garanti dell’accordo tra Russia e Ucraina quando ci sarà, e questo dimostra che non siamo stati per nulla marginali in questo periodo, al massimo siamo stati discreti. La telefonata che farà Draghi a Putin va nella direzione di un coordinamento europeo che abbiamo avuto giovedì per chiedere a Putin un cessate il fuoco e permetterci di evacuare i civili. L’Italia non ha mai chiuso i contatti di alcun tipo con alcun partner perché continuiamo a lavorare all’obiettivo della pace». Di Maio ha poi sottolineato che il nostro Paese ha “una linea rossa con la Russia per gestire le evacuazione dei civili dall’Ucraina”.

Il governo ucraino ha affermato che gli Stati Uniti “non hanno obiezioni” alla fornitura di aerei militari all’Ucraina da parte della Polonia. Il Pentagono ha respinto questa possibilità nelle scorse settimane, definendo un’offerta polacca in tal senso “ad alto rischio”. In una dichiarazione scritta, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha però affermato che alti funzionari a Washington “non hanno obiezioni al trasferimento di aerei. Per quel che possiamo concludere, la palla è ora nel campo polacco. Analizzeremo ulteriormente la questione con i colleghi polacchi”.

In mattinata l’inquilino della Casa Bianca ha incontrato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, e il ministro di Difesa Oleksi Reznikov. Dopo l’incontro, al quale hanno partecipato anche il Segretario di Stato Usa Antony Blinken e il Segretario della Difesa statunitense Lloys Austin, Kuleba ha parlato della Russia usando una metafora: «la Russia è intrappolata nel pentolone delle sanzioni in cui cuocerà nei prossimi giorni».

Blinken si recherà oggi in Israele per incontrare il primo ministro dello Stato ebraico, Naftali Bennett. Lo riferisce una nota. Stando a quanto riferito da Reuters, al centro dell’incontro potrebbe esserci il conflitto, dato che Bennett nei giorni scorsi si è proposto nel ruolo di mediatore.

Colloquio Duda-Zelensky

Il capo di Stato polacco Andrzej Duda ha avuto anche un colloquio con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky. Lo ha rivelato Duda durante un’intervista al canale Tvn 24. Duda ha spiegato che ha assicurato a Zelensky che un eventuale armistizio fra le forze militari ucraine e russe sarà per forza, secondo i paesi della Nato, legato all’obbligo del ritiro delle truppe russe dall’Ucraina.

Durante il collegamento con il presidente polacco, Zelensky avrebbe dichiarato: «migliaia di ucraini sono morti a causa di attacchi aerei e e missilistici. Ci sono aerei di produzione sovietica che ancora non ci sono stati forniti. Tuttavia sia la Polonia, sia gli Usa hanno dichiarato di essere pronti per questa decisione».

Il messaggio serale di Zelensky

Torna con il consueto messaggio serale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In un video su Facebook, Zelensky ha dichiarato: «I militari russi hanno l’ordine di distruggere ospedali, scuole, chiese, memoriali dell’Olocausto, tutto ciò che rende il nostro un popolo. Ottanta anni fa i nazisti hanno cercato di prendere l’Europa allo stesso modo in cui agiscono gli occupanti dell’Ucraina. Nessuno glielo perdonerà. Dovranno risponderne, probabilmente non a Norimberga ma il senso sarà quello. Vedrete. Lo garantiremo. La posizione dell’Ucraina deve essere ascoltata. E se non la volete ascoltare sentite almeno le esplosioni che avvengono vicino al confine polacco. Oppure state aspettando che arrivino i carri russi. Nel luogo del memoriale dell’Olocausto vicino Kharkiv, colpito oggi dalle forze russe, “durante la seconda guerra mondiale i nazisti hanno fucilato circa 20mila persone. Dopo 80 anni loro sono stati uccisi di nuovo, ma stavolta dai russi. La domanda è: quanti attacchi alla nostra memoria comune sull’Olocausto dovranno essere commessi sulla nostra terra ucraina?».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/RADEK PIETRUSZKA POLAND OUT

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