Regione di Kiev colpita 30 volte nella notte

180 colpi di artiglieria e mortai su Kharkiv

Ammonterebbero a oltre 30 gli attacchi russi subiti dalla regione di Kiev nella scorsa notte, in particolare contro complessi residenziali e infrastrutture sociali. «L’esercito russo ha lanciato missili e bombe cercando di distruggere le infrastrutture e le aree residenziali in violazione del diritto umanitario internazionale. Gli occupanti russi continuano a terrorizzare la popolazione locale» – riferisce l’amministrazione militare regionale di Kiev su Telegram.

Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, intanto, dichiara: «ieri abbiamo ricevuto la notizia che le forze russe si sarebbero allontanate da Kiev, ma questo non è vero. Tutta la notte abbiamo sentito le sirene e ci sono state enormi esplosioni a Est di Kiev mentre sono continuati i combattimenti nella parte settentrionale e la gente continua a morire. La ragione di questa maledetta guerra è che l’Ucraina vuole essere un Paese indipendente e parte della famiglia europea, ispirandosi a valori democratici. Non vogliamo vivere sotto il regime autoritario dell’impero russo, dove non c’è rispetto per i diritti umani e per la libertà di stampa».

Poco prima il vice sindaco di Kiev, Mykola Povoroznyk, aveva invece affermato: «la notte è passata relativamente calma, il suono delle sirene e il suono dei colpi di arma da fuoco si sono sentiti attorno alla città, ma la città vera e propria non è stata bombardata». Bbc e Cnn, infatti, avevano riferito di rumore di artiglieria e razzi provenienti dai campi di battaglia a nord-ovest della città. Secondo lo Stato maggiore ucraino “ci sono indicazioni che le forze russe si stiano riorganizzando per concentrare i loro sforzi sull’Ucraina orientale, allo stesso tempo il cosiddetto ritiro delle truppe è molto probabilmente una rotazione di singole unità e mira a fuorviare la leadership militare Ucraina“.

L’Oblast di Kharkiv, invece, sarebbe stato colpito 180 volte nella giornata di oggi: lo rende noto il Kyiv Independent citando le autorità locali, in particolare il governatore Oleh Synehubov che riferisce di colpi di artiglieria e mortai.

Sale a 14 il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico russo ai danni di un edificio dell’amministrazione regionale di Mykolaiv, avvenuto ieri. 13 sono state trovate morte tra le macerie, la 14esima è deceduta in ospedale. Altri 36 civili sono ricoverati.

L’apparente risultato dei negoziati di ieri in Turchia (leggi qui) non sembra aver messo fine ai bombardamenti sull’Ucraina. Secondo le autorità di Luhansk una serie di attacchi su zone residenziali di Lysychansk avrebbero causato un numero non precisato di morti e feriti, al momento è stata confermata solo una vittima.

«Il nemico ha usato armi pesanti nei quartieri residenziali di uno dei distretti di Lysychansk. Una significativa quantità di palazzi distrutti. Informazioni relative al numero di morti e feriti in corso di valutazione. I soccorritori stanno cercando di recuperare di salvare i vivi» – scrive su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale, Sergey Gaidai.

Il sindaco di Mariupol, intanto, ha denunciato che l’intero reparto maternità di un ospedale è stato evacuato forzatamente in Russia. «Gli occupanti continuano a rapire i residenti di Mariupol. Più di 70 persone sono state prelevate con la forza dall’ospedale per la maternità numero due nel distretto della Rive Gauche, inclusi personale medico e pazienti. Le truppe russe continuano a deportare cinicamente persone nel loro territorio. Si sa già di oltre 20 mila residenti di Mariupol che sono stati deportati in Russia contro la loro volontà. I documenti di identità vengono confiscati ai cittadini ucraini, inviati ai cosiddetti campi di filtrazione. Quindi reindirizzati in città remote in Russia» – scrive su Telegram l’ufficio del primo cittadino.  

Durante la notte raid aerei russi avrebbero colpito il Donbass, e in particolare Chernikiv, e la regione di Khmelnytsky. Il governatore di Chernhiv, Viacheslav Chaus, ha scritto su Telegram che la città è stata colpita tutta la notte. «Ci crediamo alle promesse? Certo che no» – ha aggiunto in merito al presunto ritiro delle operazioni militari russe. A riportare la difficile situazione è un consigliere del ministero dell’Interno ucraino, Vadim Denisenko, citato da Unian. «Per il momento, non è possibile dire che i russi stanno riducendo l’intensità delle ostilità nelle direzioni di Kiev e Chernikiv» – ha dichiarato.

Dal canto suo Mosca, e in particolare il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, citato dalla Tass, fa sapere che le forze armate russe hanno abbattuto 321 veicoli senza pilota (UAV) ucraini ed hanno distrutto 1.752 carri armati e 184 sistemi missilistici a lancio multiplo (MLRS) dell’Esercito di Kiev dall’inizio della guerra.

La vice premier ucraina Iryna Vereshcuk, intanto, chiede “che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite prenda subito delle misure per demilitarizzare la zona di esclusione di Chernobyl ed introdurvi una missione speciale dell’Onu per eliminare il rischio che si ripeta una catastrofe nucleare“.

Si aggrava ancora il bilancio dei bambini morti in Ucraina durante il conflitto: stando a quanto riferito dall’ufficio del procuratore generale su Telegram, citato da Unian, sale a 145, insieme ad altri 222 rimasti feriti.

Il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha riferito che al momento in Italia si trovano 75.115 profughi ucraini. Di questi: 5.600 sono inseriti nei sistemi d’accoglienza Cas e Sai, mentre in 750 avrebbero presentato domanda di protezione. In generale, si registra in Europa un rallentamento del flusso di arrivo. Stando a quanto rende noto l’Onu, invece, sarebbero 3.901.713 gli ucraini che hanno lasciato il loro Paese dall’inizio del conflitto, guadagnando lo status di rifugiati. Altri 6,5 milioni sarebbero, invece, gli sfollati interni.

Le forze russe starebbero colpendo anche dal mare: secondo il primo vicesegretario di Stato americano Wendy Sherman, infatti, 94 navi alimentari civili sarebbero bloccate nella regione del Mar Nero, mentre altre tre navi che trasportano merci dai porti del Mar Nero in tutto il mondo sarebbero state bombardate. «La Marina russa sta bloccando l’accesso ai porti ucraini, il che blocca di fatto l’esportazione di grano» – dice Sherman, citata da Ukrinform.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/TWITTER/DSNS.GOV.UA

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