Nel pomeriggio colloquio Draghi-Putin

Cremlino: “dai negoziati tra Mosca e Kiev nessuna svolta”

Il colloquio telefonico tra Mario Draghi e Vladimir Putin avverrà questo pomeriggio. Domani mattina, inoltre, il premier incontrerà i giornalisti dell’Associazione della Stampa estera.

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha sottolineato che l’Unione europea, nell’ambito dell’accoglienza e della protezione fornita ai rifugiati ucraini, non opererà nessuna forma di discriminazione. Il titolare della Farnesina ha fatto sapere che Mosca verrà valutata “sui fatti, evitiamo false illusioni” e che “nelle prossime ore il premier Mario Draghi sentirà il presidente Putin“. Sarebbero, invece, 160 gli italiani ancora bloccati in Ucraina, contro i 2.000 dall’inizio del conflitto.

All’indomani dei negoziati in Turchia, dal Cremlino fanno sapere che non è stato raggiunto nessun risultato “promettente” né “alcuna svolta“. Al tal proposito oggi il capo delegazione russa, Vladimir Medinsky, illustrerà ai media i risultati raggiunti. Lo rende noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Peskov, ancora, avverte che le dichiarazioni fatte dalla leadership ucraina sull’andamento dei negoziati con la Russia non giovano al successo dei negoziati stessi.

Si è concluso l’incontro tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e l’omologo cinese, Wang Yi, a Tunxi, nella provincia di Anhui, nella Cina orientale. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha sottolineato che la collaborazione tra i due Paesi “non ha limiti” e che, insieme a Kiev, lavorano per mettere fine al conflitto. «Ci sforziamo per la pace senza limiti, salvaguardando la sicurezza senza limiti e opponendoci all’egemonia senza limiti. Le relazioni bilaterali non sono conflittuali e non sono mirate verso terzi» – ha detto, ribadendo l’orientamento al “vero multilateralismo“. 

Wang Wenbin ha ancora aggiunto: «continueremo a svolgere un ruolo costruttivo e a fornire assistenza per la normalizzazione della situazione in Ucraina. Intendiamo interagire con ognuna delle parti interessate per concludere a breve il conflitto armato fra Russia e Ucraina».

Durante l’incontro Wang Yi avrebbe affermato che le relazioni tra Pechino e Mosca mostrerebbero un solido trend di sviluppo. «dall’inizio di quest’anno, le relazioni sino-russe hanno resistito a nuove prove di cambiamenti nella situazione internazionale, hanno mantenuto la giusta direzione e hanno mostrato una solida tendenza allo sviluppo» – avrebbe dichiarato, citato dalla Tass. Lavrov, citato dall’emittente Cgtn, avrebbe risposto dicendo che i due Paesi “cercano di raggiungere un ordine mondiale giusto e multipolare“.

Contestualmente Lavrov parteciperà alla terza riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi limitrofi dell’Afghanistan.

Domani il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si collegherà in video da remoto al Parlamento australiano. Lo fa sapere il ministro dell’Occupazione australiano Stuart Robert, sottolineando che “l’Ucraina sta dimostrando un coraggio e una resilienza lodevole di fronte alla guerra non provocata delle Russia“. Il presidente ha inviato un nuovo messaggio alla popolazione: «loro hanno solo i mezzi, al massimo. Noi abbiamo le persone in aggiunta ai mezzi. Loro hanno solo gli ordini: di attaccare, di uccidere, di torturare. E noi abbiamo il vero desiderio di milioni di ucraini di vincere, per difendere noi stessi e liberare il nostro Paese».

Papa Francesco, al termine dell’udienza del mercoledì, ha detto: «torniamo a pensare a questa mostruosità della guerra e rinnoviamo le preghiere perché si fermi questa crudeltà selvaggia che è la guerra».

Si dovrà attende una de-escalation in Ucraina prima di un eventuale incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense Joe Biden. Ad annunciarlo è il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca. Kate Bedingfield, citata dalla Tass.

«Ieri ha detto che sarebbe disposto a incontrare di nuovo il presidente Putin o a parlargli – ha dichiarato ai giornalisti Bedingfield, riferendosi a Biden. – Non posso indicare le precondizioni per una conversazione tra il presidente Biden e il presidente Putin, se non per dire che siamo stati molto chiari, il presidente Biden è stato molto chiaro sul fatto che ci deve essere una tangibile de-escalation dalla Russia e un chiaro, vero impegno per una soluzione diplomatica».

A preoccupare la comunità internazionale, intanto, sono gli effetti sulla sicurezza alimentare globale causati dal conflitto. La denuncia arriva dall’Onu secondo il quale lo Yemen si sarebbe visto tagliare del 50% le assegnazioni di cibo, ma non solo. Tra gli altri Paesi colpiti ci sarebbe l’Egitto, che dipende per l’85% dal grano ucraino, e il Libano, che nel 2020 ne dipendeva per l’81%. L’Ucraina e la Russia producono il 30% della fornitura mondiale di grano, il 20% della fornitura mondiale di mais e il 75-80% dell’olio di semi di girasole.

Di stessa veduta è la vice segretaria di Stato statunitense, Wendy Sherman: «la guerra scelta dal presidente russo è responsabile del danno alla sicurezza alimentare globale. Siamo particolarmente preoccupati per Paesi come Libano, Pakistan, Libia, Tunisia, Yemen e Marocco che dipendono fortemente dalle importazioni ucraine per nutrire la loro popolazione».

Sempre dagli Stati Uniti, e in particolare dal Dipartimento di Stato, arriva un’allerta per i cittadini statunitensi in Russia che potrebbero essere individuati e trattenuti nel Paese. L’avvertimento sarebbe legato “all’invasione non provocata e ingiustificata dell’Ucraina da parte delle forze militari russe“, nonché alla “potenziale vessazione dei cittadini statunitensi da parte delle autorità russe“.

Biden, infine, sembrerebbe dover fare i conti anche con i suoi nemici interni. L’ex presidente Donald Trump, infatti, si sarebbero rivolto al leader russo chiedendogli di rendere pubblica qualsiasi informazione dannosa a sua conoscenza sui familiari del presidente e, in particolare, sul figlio, Hunter Biden. «Direi che, se Putin sapesse la risposta, dovrebbe renderla nota e noi dovremmo conoscerla» – ha detto il tycoon in un’intervista.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI

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