Azov contro Mosca: “bombardato magazzino della Croce Rossa a Mariupol”

In corso il cessate il fuoco, da Kiev 45 bus per l’evacuazione. 148 i bambini morti dall’inizio del conflitto

Le forze speciali Azov della Guardia nazionale ucraina accusano le forze russe di aver fatto fuoco su un magazzino della Croce Rossa a Mariupol. Il sito era stato svuotato delle forniture a inizio marzo e dal 15 era stato evacuato anche il personale, come rende noto il Comitato internazionale della Croce Rossa.

La notizia del presunto bombardamento sul magazzino arriva mentre è in corso il cessate il fuoco sulla città iniziato alle 10 di questa mattina (le 9 italiane). A confermarlo è stata la vice prima ministra ucraina, Iryna Vereshcuk: «questa sera – ha dichiarato ieri – abbiamo ricevuto un messaggio dal Comitato Internazionale della Croce Rossa sulla conferma da parte della Russia di essere pronta ad aprire un corridoio umanitario da Mariupol con transito per Berdyansk. Per oggi sono stati inoltre concordati i seguenti corridoi: per la consegna degli aiuti umanitari e l’evacuazione delle persone dalla città di Melitopol per un convoglio di persone con mezzi propri dalla città di Energodar a Zaporizhia».

Da Kiev partiranno 45 bus per Mariupol: i primi 17 si sono già mossi da Zaporizhzhia, mentre altri altri 28 sono in attesa dell’autorizzazione a passare al checkpoint russo di Vasylivka. «Faremo tutto il possibile per assicurare che i bus arrivino a Mariupol oggi e carichino le persone che non hanno ancora lasciato la città» – ha aggiunto Vereshcuk.

Sull’urgenza dell’operazione mette l’accento il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) che si dice anche pronto “a guidare” l’evacuazione dei civili a partire da domani, a condizione di avere le garanzie necessarie. «È disperatamente importante che questa operazione avvenga. Vi dipendono le vite di decine di migliaia di persone di Mariupol» – si legge in una nota.

«Le forze armate russe sono pronte a dichiarare un cessate il fuoco temporaneo a partire dalle 10 del 31 marzo 2022, esclusivamente per scopi umanitari»: era stato l’annuncio arrivato dal capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo, Mikhail Mizintsev. In cambio Mosca ha chiesto che Kiev soddisfi determinate condizioni e confermi l’effettivo cessate il fuoco.

Sarebbe di 11 feriti, di cui quattro bambini, il bilancio del denunciarlo sparo di proiettili al fosforo da parte dell’esercito russo nella regione di Donetsk. A riferirlo è Pravda Ucraina che cita il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko: «i russi hanno sparato contro Maryinka, Krasnohorivka e Novomykhailivtsi nella regione di Donetsk con proiettili al fosforo. 11 feriti sono stati portati in ospedale, 4 di loro erano bambini».

I bombardamenti sulla città Derhachi, nella regione di Kharkiv, avrebbero distrutto uno degli edifici amministrativi del municipio, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre tre. A Slobozhanske, nel distretto di Izium, un bambino di 11 anni e la madre sono stati estratti dalle macerie dopo giorni dai bombardamenti.

A riferirlo è Pravda Ukraina, citando il Consiglio comunale: «nelle ultime 24 ore, gli occupanti hanno bombardato le città e i civili della nostra comunità in modo intenso e cinico. Prudyanka, Slatine, Bezruky e soprattutto Derhachi sono state colpite. Uno degli edifici amministrativi del consiglio comunale è stato completamente distrutto, molte case private in vari distretti hanno subito gravi danni, diverse strade sono senza elettricità».

Il colonnello generale Mikhail Mizintsev, capo del Centro di gestione della difesa nazionale della Russia, citato dalla Tass, riferisce che “civili sono intrappolati a Kharkiv e non possono andarsene per vie sicure perché gli ucraini continuano a sparare con mitragliatrici pesanti contro gli edifici residenziali della città“.

Sale a 148 il numero dei bambini uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, a cui si aggiungono i 232 feriti. Il nuovo bilancio è reso noto dalla commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, Lyudmila Denisova, citata da Ukrinform.

Si aggrava intanto il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico russo contro l’edificio dell’amministrazione regionale di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, avvenuto lo scorso martedì. Il numero dei morti estratti dalle macerie sale a 15, oltre alla persona deceduta in ospedale.

Irpin, nel frattempo, sarebbe ancora sotto bombardamenti “continui” e mortali. A riferirlo è il sindaco, Oleksandr Markushyn, che denuncia colpi di razzi, mortai e artiglieria. Le forze russe avrebbero sparato alle donne per poi passare “sopra i corpi con i carri armati“.

Le truppe ucraine starebbero intanto recuperando terreno nei pressi della città di Chernihiv. A riferirlo è la Cnn che mostra un video autenticato dall’emittente girato nel villaggio di Sloboda in cui si vedono forze armare ucraine, un carro armato russo bombardato e in fiamme e un denso fumo bianco riempiere le strade.

I media svedesi, in particolare il canale televisivo TV4, citato dall’Ukrainian Pravda, avrebbero riferito di due aerei russi equipaggiati con armi nucleari che hanno sorvolato lo spazio aereo svedese vicino a Gotland lo scorso 2 marzo. In risposta alla violazione dello spazio aereo, l’aviazione del Paese avrebbe fatto alzare in volo due caccia JAS 39 Gripen.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/TELEGRAM BRIGATA AZOV

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