Di Maio: l’Italia può svolgere ruolo di garante

Il presidente ha spiegato che si tratterebbe di una tattica diretta a coinvolgere zone “dove per noi può essere più difficile” rispondere

Il ministro degli Esteri Di Maio, intervistato dal quotidiano tedesco Bild, ha ribadito che “l’aggressione russa contro l’Ucraina impone la massima compattezza europea” anche sul fronte della governance economica europea: «alla luce del mutato contesto geopolitico e delle nostre priorità condivise in materia di clima, energia e difesa sarà fondamentale raggiungere un ampio accordo e sono convinto che vi siano tutti i presupposti per farlo nel pieno rispetto delle rispettive sensibilità nazionali» ha dichiarato.

In merito al conflitto, il titolare della Farnesina ha ribadito anche l’impegno dell’Italia a “contribuire agli sforzi negoziali in atto, nel ruolo di garante in possibili soluzioni di neutralità per l’Ucraina e offrendo la propria esperienza in tema di modelli di tutela delle minoranze“.

L’intervento di Di Maio segue, nel percorso negoziale in atto in Europa, la telefonata di ieri sera fra Draghi e Scholz (qui). La giornata di apre con un nuovo allarme di Zelensky secondo cui le forze russe starebbero per sferrare “possenti attacchi” contro il Donbass e il sud dell’Ucraina, Mariupol compresa. «Fa parte della loro tattica – ha spiegato in un video il presidente ucraino – sappiamo che si allontanano dalle zone dove li stiamo battendo per concentrarsi su altre molto importanti… dove per noi può essere più difficile».

Parlando di sanzioni, Di Maio ha precisato che ammontano a 900 milioni di euro i sequestri perpetrati agli oligarchi russi: «adempiamo con rigore ai nostri obblighi internazionali sulle sanzioni e quindi anche sui sequestri delle proprietà in Italia delle persone listate, che non si limitano ai beni mobili» ha dichiarato.

Non mancano le accuse dell’altra fazione: secondo quanto riportato da un comitato investigativo russo, l’ex ministro della Difesa ucraino Valery Geletey, l’ex capo di stato maggiore Viktor Muzhenko e e altri 20 ufficiali militari di Kiev sarebbero responsabili di un genocidio in contumacia.

Secondo quanto riferito dal capo della commissione Alexander Bastrykin, “sulla base delle prove, 22 persone sono state accusate di genocidio della popolazione civile di lingua russa“; l’indagine si è svolta sulla base di una grande mole di informazioni e “le prove contenute in questi documenti hanno permesso di rivolgere le accuse ad alcuni militari ucraini di alto rango sospetti di essere coinvolti nella morte di civili del Donbass“.

Non si arresta nemmeno la macchina della censura a esponenti della società civile. L’ultima vittima del “silenzio di guerra” è la soprano superstar russa Anna Netrebko, cui è stato cancellato un concerto all’Opera di Novosibirsk in Siberia per i suoi commenti sull’operazione militare russa in corso in Ucraina. L’artista si sarebbe dovuta esibire il 2 giugno.

«Vivere in Europa e avere l’opportunità di esibirsi nelle sale da concerto europee sembra essere più importante (per lei) del destino della patria – si legge così nel comunicato della Direzione del Teatro – il nostro Paese è ricco di talenti e gli idoli di ieri saranno sostituiti da altri con una chiara posizione civica».

Netrebko avrebbe dovuto prendere parte anche all’Adriana Lecouvreur in programma alla Scala di Milano dal 9 marzo ma aveva rinunciato all’incarico; tornerà sul palco scaligero il 25 maggio con un recital. La presa di posizione contro la guerra, comunque, non è stata sufficiente a far cambiare idea al Metropolitan Opera di New York che aveva già cancellato una sua esibizione. L’artista infatti in passato aveva già espresso posizioni vicine al Cremlino.

Da Mosca arriva un nuovo segnale poco incoraggiante: oggi e fino al 15 aprile in Crimea prenderà il via una campagna di coscrizione per l’esercito russo, come riferito dal rappresentante dell’Ucraina nella Repubblica autonoma della Crimea Anton Korynevych. «Si tratta di una violazione della legge internazionale – ha spiegato Korynevych – La Federazione russa manda crimei tartari di villaggi remoti e cittadini ucraini di grandi città in guerra contro l’Ucraina. E c’è anche purtroppo triste evidenza che questi cittadini perdono la vita nelle operazioni. Rientrano in bare».

Nel frattempo il ministro degli Esteri Lavrov ha dichiarato al suo omologo indiano che l’Ucraina ha mostrato “molta più comprensione” sulla Crimea e il Donbass, mandando segnali positivi sul prosieguo dei negoziati.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ROBERT GHEMENT

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