Medico nel processo Open Arms: “nave affollata, rischioso rimanere a bordo”

Salvini siede al banco degli imputati a Palermo con l’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atto d’ufficio

È in corso oggi, venerdì 8 aprile, l’udienza del processo Open Arms in corso a Palermo che vede al banco degli imputati l’ex ministro degli Interni Matteo Salvini (qui). Fra le testimonianze accolte c’è quella di Vincenzo Asaro, dirigente medico dell’Asp di Agrigento che il 20 agosto del 2019 salì a bordo della nave Open Arms, trovandovi 147 migranti ammassati.

Stando a quanto riferito dal medico ai giudici «le condizioni sanitarie dei migranti a bordo della Open Arms potevano definirsi mediocri, il protrarsi in quelle condizioni rappresentava un fattore di rischio molto elevato per la loro salute psicofisica. Avrebbe potuto determinare un aggravamento delle loro condizioni. Avrebbe potuto rappresentare un rischio sia per i migranti che per il personale della nave».

«La nave era affollata – prosegue Asaro rispondendo alle domande dei pm Giorgia Righi e Marzia Sabella – Dormivano a terra, sul ponte. Non ho visto coperte termiche».

L’ipotesi dell’accusa è che i migranti siano stati costretti a restare sulla nave nonostante le condizioni non lo avrebbero consentito perché l’allora ministro Matteo Salvini aveva vietato lo sbarco. Per questa vicenda il leader del Carroccio è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atto d’ufficio.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA / IGOR PETYX

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