Teheran ha ribadito che “non farà marcia indietro dalle sue linee rosse”, rigettando le condizioni di Washington
Gli accordi sul nucleare stanno attraversando una fase di stallo dopo che Teheran ha respinto le richieste degli Stati Uniti in cambio della rimozione delle sanzioni (ne parlavamo anche qui).
Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian ha ribadito di essere “giunti a conclusioni nelle discussioni tecniche con E3 (Gran Bretagna, Francia e Germania), tuttavia l’Iran non farà marcia indietro dalle sue linee rosse e non siamo concentrati solo sui colloqui di Vienna“.
«Gli Stati Uniti hanno ripetutamente insistito per colloqui diretti con l’Iran – ha spiegato il ministro – ma crediamo che se c’è buona volontà da parte loro, gli americani dovrebbero fare passi concreti per rilasciare parte dei beni iraniani bloccati e rimuovere le sanzioni».
Teheran avrebbe già pronta una controproposta da sottoporre a Vienna. La maggioranza fondamentalista del Parlamento iraniano ha scritto una lettera al presidente Raisi con le condizioni “irrevocabili” di un possibile accordo sul nucleare.
La bozza comprende anche garanzie legali approvate dal Congresso degli Stati Uniti sul fatto che Washington non si tirerà indietro e che rimuoverà le sanzioni in modo verificabile.
Le garanzie dovrebbero attestare che gli Usa “con un qualsiasi pretesto, non attiveranno il meccanismo di snapback, in base al quale verranno ripristinate le sanzioni“. Fra le richieste nel documento c’è anche la libertà per Teheran di esportare petrolio e ricevere entrate attraverso i sistemi bancari bloccati e lo scongelamento dei beni.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/IRANIAN PRESIDENT OFFICE
