Il presidente Zelensky all’Occidente: “con le vostre armi avremmo già chiuso la guerra”
La Russia ha consegnato all’Ucraina una bozza di documento sui colloqui formulata chiaramente e attende la risposta, come confermato dal portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov. Intanto il presidente Putin afferma che Mosca opererà per raggiungere la pace nel Donbass e farà in modo che nella regione la vita in sicurezza torni la normalità. Lo riporta l’agenzia Tass.
Nuova visita istituzionale in Ucraina questa mattina: il presidente del Consiglio Ue Charles Michel è giunto a Kiev e si è recato in visita a Borodyanka. «A Borodyanka. Come a Bucha e in tante altre città in Ucraina. La storia non dimenticherà i crimini di guerra commessi qui. Non ci può essere pace senza giustizia», ha scritto in un tweet.
Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha dichiarato che il Canada manderà artiglieria pesante all’Ucraina. Trudeau ha aggiunto di essere in contatto stretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Continueremo a stare con l’Ucraina e a difendere i valori che sono alla base di tutte le nostre società libere”, ha concluso.
Per quanto riguarda i negoziati, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che la Russia “non si fida più” dei negoziatori ucraini. «Non c’è più fiducia in queste persone da molto tempo – ha detto – da parte dell’ufficio di un uomo che si fa chiamare presidente dell’Ucraina ed è dotato di poteri adeguati, è stata avanzata la richiesta di condurre negoziati. La Russia non ha rifiutato questa richiesta. Poi, come sempre, è iniziato un circo, letteralmente e in senso figurato, dal regime di Kiev: prima vengono, poi non vengono, a volte partecipano, a volte no. Mosca era pronta a questo».
Il discorso del cancelliere tedesco Olaf Scholz sull’Ucraina è stato accolto con “grande delusione e amarezza” a Kiev, come comunicato dall’ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk. L’Ucraina ha accolto con favore la volontà della Germania di fornire a Kiev ulteriori finanziamenti per gli armamenti, ma non le dichiarazioni di Scholz secondo cui le capacità di export delle forze armate tedesche sono esaurite.
Con Mariupol sul punto di cadere e il resto del Paese sotto le bombe, il presidente ucraino Zelensky è tornato a rivolgersi alla sua Nazione e all’Occidente con un videomessaggio, accusando la Russia e sostenendo che passerà alla storia come “fonte del male”: «l’uccisione mirata di civili e la distruzione di edifici residenziali con tutti i tipi di armi, comprese quelle vietate dalle convenzioni internazionali: questo è proprio il marchio di fabbrica dell’esercito russo e questo marcherà davvero la Federazione Russa come la fonte del male – ha detto – L’esercito russo rimarrà per sempre descritto nella storia come il più barbaro e disumano del mondo. La situazione a Mariupol rimane invariata, la più grave possibile. L’esercito russo sta bloccando qualsiasi tentativo di organizzare corridoi umanitari e salvare il nostro popolo».
Dura la condanna anche verso l’Occidente: «se avessimo accesso a tutte le armi di cui abbiamo bisogno, che i nostri partner hanno e che sono paragonabili a quelle usate dalla Federazione Russa, avremmo già posto fine a questa guerra», ha accusato.
L’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, ha riportato su Twitter alcune parti della lettera inviata dagli abitanti di Mariupol a Papa Francesco: «un’altra lettera al Santo Padre sulla sofferente Mariupol. Questa volta madri, mogli e figli dei difensori della città pregano e chiamano il Pontefice perché li aiuti: “La comunità non ha il diritto di limitarsi ad assistere al crimine della Russia. Ti chiediamo di fare il possibile e l’impossibile per salvare i nostri parenti e tutte le persone di Mariupol”».
Per quanto riguarda l’adesione alla Nato della Svezia, l’ambasciatore a Roma Jan Björklund, ex leader del Partito popolare liberale e già ministro dell’Istruzione, ha detto che “la Russia reagirebbe in maniera molto negativa se la Svezia dovesse aderire alla Nato ma la decisione spetta a Stoccolma e ad Helsinki, non decide Mosca”. E ha concluso dichiarando che la minaccia non è immediata ma “abbiamo visto come Mosca si è comportata con un altro stato vicino neutrale, l’Ucraina, e questo spiega il perché sia in corso la discussione sull’adesione”.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO
