Ddl Zan: ancora rinvii

I capogruppo al Senato hanno approvato all’unanimità la calendarizzazione di Palazzo Madama, escludendo il disegno di legge. Ma per il promotore c’è ancora speranza

L’iter legislativo del ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia, sembra non voler vedere una fine. Dopo le diverse vicissitudini che ha vissuto (leggi qui e qui), ecco che arriva un nuovo rinvio, questa volta a data da destinarsi. Ieri, infatti, i capigruppo del Senato in riunione non hanno calendarizzato la discussione per la settimana in corso, rimandando tutto a dopo le amministrative.

Gli impegni a Palazzo Madama, tuttavia, si susseguono senza sosta. La prossima settimana toccherà al Green Pass e poi alla riforma del processo civile e penale, seguono le elezioni, la legge di Bilancio da votare entro la fine dell’anno. A partire da gennaio, poi, il Parlamento verrà convocato in seduta comune per le elezione del presidente della Repubblica.

E se il destino del disegno di legge sembra incerto, il suo promotore rimane ottimista. «Di finestre volendo ce ne sono: la legge di Bilancio rimane molto tempo in commissione e in Aula c’è tempo per discutere e votare il ddl» – commenta il deputato del Pd Alessandro Zan. – «Penso che ce la faremo, perché l’Italia è l’unico Paese occidentale che non ha una legge contro i crimini d’odio contro gli omosessuali, la misogenia e l’abilismo. Sono fiducioso ma con le antenne alte per evitare i giochetti di Palazzo sulla pelle delle persone».

Come hanno fatto notare in molti, calendarizzare il ddl Zan in questa settimana sarebbe stato rischioso per tutti i partiti. In aula, infatti, la legge attende il voto del non passaggio agli articoli, un voto che se passasse sarebbe la morte definitiva della legge e se invece non passasse sarebbe un punto a favore verso l’approvazione. Ma nel pieno delle campagne elettorali non si sarebbe potuto valutare il numero dei parlamentari presenti in Aula.

Stupisce, tuttavia, l’avvallo del Pd sul rinvio, lo stesso Pd che fino a pochi mesi fa considerava il ddl Zan una priorità. Una sorpresa esplicitata a caldo dal vicepresidente del Senato Ignazio La Russa (“Mi sono sorpreso, hanno rinviato il ddl Zan a dopo le elezioni. Dove è finita l’urgenza?”). Ma il calendario è stato votato all’unanimità, anche da Fratelli d’Italia, lo stesso partito di La Russa.

Dal canto suo, interrogata sulle motivazioni sul rinvio, la capogruppo dem Simona Bonafè ha spiegato: «anche Letta non vuole: troppi provvedimenti delicati in ballo, e il clima pre-elettorale non aiuterebbe». Insomma, non ci sono i voti per approvarlo, lo stesso dubbio che attanaglia il Movimento 5 Stelle.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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