Prosegue la discussione in Aula del Ddl Zan

Bocciata la pregiudiziale di costituzionalità avanzata da Fdi e Lega. Casellati: “clima incandescente”

Grande confusione ieri in Senato durante la discussione del Ddl Zan (ne abbiamo parlato qui). Il testo tornerà in Aula oggi: alle ore 9.30 si parte con il voto delle sospensive, poi comincerà la discussione generale del provvedimento. Nel frattempo il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato a martedì 20 luglio alle ore 12.

Ieri pomeriggio i senatori hanno votato la pregiudiziale di costituzionalità per bloccare il disegno di legge presentata da Fdi e Lega. La proposta è stata bocciata con 124 sì, 136 no e quattro astenuti. In apertura di discussione la presidente Casellati ha dovuto calmare gli animi dei senatori, «gli europei li abbiamo già vinti, non voglio un clima da stadio», ha detto. Il caos, tra urla, insulti e fischietti, è scoppiato dopo che Casellati ha accettato la richiesta del presidente della Commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, di una riunione dei capigruppo per verificare la possibilità di una mediazione su un testo modificato. Pd, Leu e M5S si sono opposti ricordando che il Senato aveva già votato la calendarizzazione del testo, mentre la proposta è stata appoggiata da Iv, Fi e Fdi. La presidente ha quindi convocato i capigruppo per discutere le votazioni, precisando di aver raggiunto quella decisione al di là della richiesta di Ostellari.

Diversi gli schieramenti sulla pregiudiziale. Matteo Renzi di Italia Viva ha sin da subito fatto sapere che il partito avrebbe votato contro: «ci sono momenti nella vita delle istituzioni democratiche in cui dobbiamo ricordarci chi siamo: non siamo influencer che mettono dei like o che pensano che la politica fa schifo e nemmeno siamo quelli che pensano che in Italia si debba superare il bicameralismo – ha dichiarato il senatore. – Finché ci sono due Camere qui dentro si discute, altrimenti si sta dando ragione all’antipolitica. Il mio appello è molto semplice : si faccia un accordo sui punti legati all’articolo 1, 4 e 7 e, fatto questo, si chieda a tutte le forze politiche di portare la discussione alla Camera entro 15 giorni. Se invece si va allo scontro, avrete distrutto la vita di quei ragazzi» – ha concluso.

Di simile posizione i rappresentanti M5s. «La Commissione Giustizia è stata calpestata nelle sue prerogative, il presidente Ostellari ci ha impedito il voto anche sulla calendarizzazione. Ora bisogna rispettare il voto dell’aula del Senato sulla calendarizzazione del provvedimento e avviare la discussione generale sul ddl Zan – ha detto in Aula Alessandra Maiorino. – Una mediazione sarebbe possibile se chi vuole mediare fosse davvero interessato ai diritti delle persone. Così non è. La Lega ha sempre negato che esista un problema di omotransfobia». 

Dal fronte contrario arriva, invece, la dichiarazione del leader leghista. «Ai colleghi senatori chiedo di superare gli steccati ideologici, guardandoci in faccia. Non penso che in Aula ci sia un solo senatore che discrimini in base al sesso e alla sua scelta di vita, e se c’è vuol dire che è un cretino che non merita di stare in quest’aula – ha affermato Matteo Salvini. – Quando io da segretario della Lega firmo le liste non chiedo ‘sei omosessuale, sei eterosessuale’, io cerco di trovare uomini e donne in gamba, senza ghettizzare nessuno, senza etichettare nessuno. Ringrazio i promotori di questa legge, e spero che il tratto finale di questo percorso ci veda insieme perché sarebbe un bellissimo segnale. Se l’obiettivo comune è quello di tutelare il diritto all’amore, che è sacro, alla libertà, poniamo un attimo da parte la bandiera, l’ideologia, il paraocchi».

La proposta di Ostellari ha trovato anche l’appoggio di Forza Italia. «Voterà in favore di  tutte le pregiudiziali presentate» – ha fatto sapere il senatore azzurro Lucio Malan.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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