Le proteste di ieri, sfociate in una violenta repressione che ha portato alla morte di altre due persone, sono solo l’ultima testimonianza di un paese fortemente diviso
Si è dimesso da primo ministro del Sudan Abdallah Hamdok, dopo gli ennesimi episodi di violenza che hanno portato, nella giornata di ieri, alla morte di altre due persone. Due vittime che si vanno ad aggiungere alle 54 persone morte finora nelle repressioni da parte delle forze armate delle proteste civili (ne abbiamo parlato qui ricostruendo la vicenda).
Hamdok è alla guida di un fronte civile di transizione in Sudan. Dopo il colpo di Stato del 25 ottobre ad opera del generale Abdel Fattah al-Burhane, il Paese è attraversato da continui episodi di protesta, spesso repressi con la violenza.
«Ho fatto del mio meglio per tentare di impedire al Paese di precipitare verso il disastro» ha annunciato ieri sera in tv Hamdok, ma “alla luce della frammentazione delle forze politiche e i conflitti tre le componenti (civile e militare) della transizione” ha aggiunto “non è accaduto“.
Il Paese, spiega l’ormai ex ministro, “è ad una svolta pericolosa, che mette a rischio la sua stessa sopravvivenza“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: EPA/REPUBLICAN MEDIA PALACE
