Kazakistan, Putin: “attacco internazionale”

Le vittime ammontano a 164, gli arresti salgono a 8 mila. Tokayev: “aggressione dall’esterno”

Rimane molto alta la tensione in Kazakistan dopo i disordini degli ultimi giorni (leggi qui): il bilancio delle vittime è salito a 164 e si contano oltre 2.200 feriti. Gli arresti sono 8 mila e l’aeroporto internazionale resta chiuso a tempo indeterminato.

«Al 10 gennaio sono 7.989 gli individui detenuti da organi del ministero degli Interni», ha fatto sapere l’Esecutivo tramite un comunicato pubblicato sul sito ufficiale.

Il presidente kazako, Kassym-Jomart Tokayev ha definito le violente proteste un “tentativo di colpo di Stato guidato da combattenti armati” e ha assicurato che fornirà alla comunità internazionale le prove del “coinvolgimento di terroristi stranieri” nel tentato golpe e che il suo governo è di fronte ad una “aggressione dall’esterno“. Tokayev ha assicurato anche che non “spareremo mai sui manifestanti pacifici“.

Una linea condivisa dal presidente russo Vladimir Putin, che dichiara i disordini in Kazakistan “un attacco al paese” e “un atto di aggressione” ideati dall’estero. «Comprendiamo che gli eventi in Kazakistan non sono il primo e non saranno l’ultimo tentativo di interferire negli affari interni dei nostri Stati dall’esterno», ha dichiarato Putin intervenendo al vertice straordinario online della CSTO, l’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva di cui fanno parte, oltre al Kazakistan, anche Russia, Armenia, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan.

La Farnesina ha sconsigliato i viaggi non essenziali verso il Paese, come abbiamo detto qui. Intanto ad Almaty, la capitale economica del Paese, internet è tornato a essere accessibile dopo giorni di blackout (guarda qui).

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

Rispondi