Il Papa incontra il corpo diplomatico

Il Pontefice: “no a contrasti ideologici”. Attenzione al tema di immigrazione, geopolitica, crisi ambientale e nucleare

Si è tenuto questa mattina il tradizionale discorso di inizio anno di Papa Francesco al Corpo diplomatico.

Il Pontefice si è concentrato sulla crisi pandemica, facendo notare come “la lotta alla pandemia richieda ancora un notevole sforzo da parte di tutti“, per un anno che si prospetta ancora una volta “impegnativo“. Papa Francesco ha lanciato un appello: «proseguire lo sforzo per immunizzare quanto più possibile la popolazione».

«Tutti abbiamo la responsabilità di aver cura di noi stessi e della nostra salute, il che si traduce anche nel rispetto per la salute di chi ci è vicino – ha detto il Papa – la cura della salute rappresenta un obbligo morale. Purtroppo, constatiamo sempre più come viviamo in un mondo dai forti contrasti ideologici. Tante volte ci si lascia determinare dall’ideologia del momento, spesso costruita su notizie infondate o fatti scarsamente documentati. Ogni affermazione ideologica recide i legami della ragione umana con la realtà oggettiva delle cose. Proprio la pandemia ci impone, invece, una sorta di ‘cura di realtà’, che richiede di guardare in faccia al problema e di adottare i rimedi adatti per risolverlo».

A seguire il Papa si è rivolto all’Unione Europea e ha affrontato il tema delle immigrazioni. «È di fondamentale importanza che l’Unione Europea trovi la sua coesione interna nella gestione delle migrazioni, come l’ha saputa trovare per far fronte alle conseguenze della pandemia – ha detto Francesco, che ha chiesto di – dare vita a un sistema coerente e comprensivo di gestione delle politiche migratorie e di asilo, in modo che siano condivise le responsabilità nel ricevere i migranti, rivedere le domande di asilo, ridistribuire e integrare quanti possono essere accolti».

Grande attenzione al tema delle crisi internazionali che hanno portato a diverse emergenze umanitarie: «le migrazioni non riguardano solo l’Europa, anche se essa è particolarmente interessata da flussi provenienti sia dall’Africa sia dall’Asia – ha dichiarato – in questi anni abbiamo assistito, tra l’altro, all’esodo dei profughi siriani, a cui si sono aggiunti nei mesi scorsi quanti sono fuggiti dall’Afghanistan. Non dobbiamo neppure dimenticare gli esodi massicci che interessano il continente americano e che premono sul confine fra Messico e Stati Uniti d’America. Molti di quei migranti sono haitiani in fuga dalle tragedie che hanno colpito il loro Paese in questi anni. La questione migratoria, come anche la pandemia e il cambiamento climatico, mostrano chiaramente che nessuno si può salvare da sé, ossia che le grandi sfide del nostro tempo sono tutte globali».

A seguire, il Pontefice ha messo in guardia dalla “mancanza di volontà nel voler aprire finestre di dialogo e spiragli di fraternità” e ha inneggiato al multilateralismo, che ha definito come “quello stile diplomatico che ha caratterizzato i rapporti internazionali dalla fine della seconda guerra mondiale“.

Il Papa si è schierato contro la “colonizzazione ideologica e il pensiero unico“, condannando quella che viene definita “cancel culture”: «è una forma di colonizzazione ideologica, che non lascia spazio alla libertà di espressione e che oggi assume sempre più la forma di quella cancel culture, che invade tanti ambiti e istituzioni pubbliche – ha detto – in nome della protezione delle diversità, si finisce per cancellare il senso di ogni identità, con il rischio di far tacere le posizioni che difendono un’idea rispettosa ed equilibrata delle varie sensibilità. Si va elaborando un pensiero unico, pericoloso, costretto a rinnegare la storia, o peggio ancora a riscriverla in base a categorie contemporanee, mentre ogni situazione storica va interpretata secondo l’ermeneutica dell’epoca, non l’ermeneutica di oggi». Francesco ha chiesto quindi che la diplomazia multilaterale sia “veramente inclusiva, non cancellando ma valorizzando le diversità e le sensibilità storiche che contraddistinguono i vari popoli”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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