Consiglio di Stato: vertici Cassazione illegittimi

Accolto il ricorso presentato dal giudice Angelo Spirito contro l’elezione a presidente di Pietro Curzio e a presidente aggiunto di Margherita Cassano

Ribaltando la precedente sentenza del Tar, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittime le nomine del presidente della Cassazione Pietro Curzio e del presidente aggiunto Margherita Cassano, decapitando di fatto i vertici della suprema corte. Viene dunque accolto il ricorso del giudice Angelo Spirito contro le nomine fatte dal Csm nel 2020.

Si accoglie quindi la tesi di una “sopravvalutazione delle esperienze professionali di Curzio” e la “prevalenza” dei ‘meriti’ riconosciuti alla Cassano“. I due vertici erano stati nominati dopo che lo scandalo Palamara aveva travolto il Consiglio superiore della Magistratura.

Spirito puntava dunque il dito contro la poca esperienza sul campo di Cassano, a differenza della sua ventennale e “netta esperienza quantitativo-temporale” di presidente di Sezione. Una erronea valutazione delle due carriere che avrebbe portato, secondo la tesi avanzata dal ricorso, a preferire una persona con meno prestigio e autorevolezza professionale.

A questo punto, il Consiglio superiore della magistratura può intraprendere diverse strade. Una prima ipotesi potrebbe essere quella di “riadottare gli stessi provvedimenti cambiando le motivazioni“, una strada non facile visto che il CdS “ha ribaltato tutta l’impostazione delle due delibere di Palazzo dei Marescialli“, spiega il legale che ha patrocinato il ricorso, Franco Gaetano Scoca.

In alternativa, il Consiglio di Stato potrebbe fare ricorso in Cassazione, azione che secondo Scoca avrebbe il “solo fine di perdere tempo“, dato che “è indubbio che siamo nel campo amministrativo” e ricorrendo alle Sezioni Unite “la sentenza non passa in giudicato. Poi nel frattempo tutti vanno in pensione, e lì finisce!“.

«La verità – conclude critico scoca – è che il Csm fa quello che vuole e procede a fare le nomine non in base ai criteri fissati […] ma in relazione alle richieste che gli provengono dalle correnti».

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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