Tonga, tre le vittime dello tsunami

L’aereo in partenza dalla Nuova Zelanda non può atterrare per via della cenere. Tra tre giorni si attendono le navi militari di rifornimenti

Si aggrava il bilancio delle vittime causate dallo tsunami che ha colpito l’arcipelago di Tonga (leggi qui). Come riporta il Governo nella prima dichiarazione ufficiale sul “disastro senza precedenti”, infatti, oltre alla cittadina britannica, Angela Glover, originaria di Brighton, proprietaria di un negozio di tatuaggi nella capitale Nuku’alofa, si aggiungono anche due abitanti locali.

In due delle isole più piccole, inoltre, la metà delle abitazioni è andata distrutta.

Nel frattempo, l’arcipelago rimarrà al momento fuori dagli aiuti aerei inviati dalla Nuova Zelanda: i velivoli, infatti, non potranno atterrare a causa della cenere che ha ricoperto la pista dell’aeroporto principale. A riportarlo è la Bbc.

Nonostante l’impegno di 200 operatori, solo 100 metri di pista erano stati liberati dalla cenere. Il C-130 carico di aiuti umanitari, tra cui acqua, generatori e kit igienici, pronto a decollare dalla Nuova Zelanda, dunque, dovrà attendere che la situazione sia più favorevole. Ci vorranno, invece, ancora tre giorni perché le navi militari con i rifornimenti raggiungano Tonga.

A tal proposito le Nazioni Unite hanno fatto sapere che tenteranno di inviare gli aiuti necessari mantenendo il Paese “libero dal Covid“. Come ha detto il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), Jens Laerke, infatti, “Tonga è un Paese zero Covid ed ha protocolli molto rigidi a riguardo“.

«Una delle prime regole dell’azione umanitaria è di “non nuocere” e vogliamo essere assolutamente sicuri che vengano seguiti tutti i protocolli necessari per l’ingresso nel Paese» – ha aggiunto Laerke. Un intento che trova riscontro anche nell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) secondo la quale spetta alle autorità stabilire le procedure.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: PIXABAY

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