Parte la ricerca del voto dei partiti affini, Zemmour al suo 7%: “al ballottaggio voto a Le Pen”
«Nulla è ancora deciso» così Macron, rivolgendosi ai sostenitori, dopo i risultati del primo turno delle presidenziali. «Le prossime due settimane – ha sottolineato- saranno decisive per la Francia». L’impegno a cui ha richiamato i sostenitori e i cittadini tutti è stato quello di “sbarrare la strada all’estrema destra“.
Secondo i primi dati Emmanuel Macron sarebbe in vantaggio di circa 4 punti su Marine Le Pen dopo il primo turno. Queste le stime dei principali exit poll: il presidente uscente sarebbe dato al 28,5% e Marine Le Pen al 24,20%.
Al terzo posto si trova Jean-Luc Mélenchon attorno al 20%, quarto Eric Zemmour con il 7% e quinta Valérie Pécresse al 5%.
Saranno dunque Emmanuel Macron e la sua avversaria Marine Le Pen a sfidarsi al ballottaggio.
Il quadro che viene dipinto dagli exit poll è quello che gli analisti prospettavano da tempo, con il ballottaggio Macron-Le Pen, la percentuale inaspettata è invece quella di Jean-Luc Mélenchon, il leader di sinistra che viene dato al 20,1%.
Mélenchon, a commento del voto, ha dichiarato: «sappiamo per chi non voteremo mai. Non bisogna dare un solo voto alla signora Le Pen», non preannunciando l’apertura per il Presidente uscente ma lasciandola intendere.
È stata invece la candidata socialista (e sindaca di Parigi) Anne Hidalgo a schierarsi apertamente con Macron in vista del voto del 24 aprile. Hidalgo avrebbe preso meno del 2% di voti, ma comunque esortato l’elettorato “a votare contro l’estrema destra di Marine Le Pen” dando quindi il voto a Macron “perché la Francia non cada nell’odio del tutti contro tutti“.
Raggiante, dal palco, acclamato dagli elettori, Macron ha rivolto un appello agli elettori degli schieramenti affini: «invito i nostri concittadini, qualunque sia la loro sensibilità, ad unirsi a noi. Alcuni lo faranno per bloccare l’estrema destra e ne sono consapevole». Con ogni probabilità il riferimento era indirizzato agli elettori di Jean-Luc Mélenchon.
Il discorso di Macron si è incentrato sulla gratitudine e sull’idea dell'”indipendenza francese ed europea“. Secondo Macron quello di oggi non è che un punto di partenza perché «nulla è acquisito, il dibattito che avremo nei prossimi quindici giorni è decisivo per la Francia e per l’Europa». In ogni caso l’elettorato può “contare su di me per attuare il nostro programma di apertura“. Macron ha ringraziato i candidati eliminati al primo turno e anche ringraziato chi ha invitato a votare per lui al ballottaggio. Ha poi lanciato l’idea politica: andare “al di là delle differenze” e creare “un grande movimento politico di unità e di azione“.
Marine Le Pen, forte del 24%, ha commentato il voto con un discorso accorato agli elettori: «il popolo francese mi fa l’onore di essere qualificata al secondo turno. Esprimo agli elettori la mia più sincera gratitudine. Tutti coloro che oggi non hanno votato per Emmanuel Macron sono chiamati a unirsi al nostro Rassemblement».
Il leader più a destra di Le Pen, Eric Zemmour, ha invitato l’elettorato a sostenere la candidata più affine, Marine Le Pen, nonostante Zemmour abbia “molti disaccordi con lei ma di fronte c’è un uomo che non ha detto una parola su sicurezza, immigrazione e che se verrà eletto farà peggio – ha spiegato Zemmour – c’è qualcosa di molto più grande di tutti noi ed è la Francia“.
L’affluenza è stata significativa a questa tornata elettorale.
Dal rilevamento delle ore 17 risulta che in Francia solo il 65% degli elettori si sono recati alle urne. Sono i dati del ministero dell’Interno e registrano l’affluenza più bassa dalle presidenziali, superando il record in negativo delle elezioni del 2002 (partecipazione 58,45%) come avevamo scritto qui.
Alle 19 si sono chiusi gran parte dei seggi in Francia, mentre restano aperti fino alle 20 quelli nelle grandi città quali Parigi, Lione, Marsiglia e Strasburgo.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/YOAN VALAT
