Caso Morisi: parla la procuratrice

Angela Barbaglio ha risposto alle dichiarazioni di Salvini secondo il quale l’indagine sarebbe “un attacco alla Lega”

La procuratrice veronese Angela Barbaglio, responsabile dell’indagine sull’ex social media manager della Lega, Luca Morisi (leggi qui), ha risposto alle dichiarazioni fatte dagli esponenti politici.

Ieri, infatti, Matteo Salvini, ha sostenuto la tesi secondo la quale il caso avrebbe un risvolto politico, oltre che giudiziario, definendolo “un attacco gratuito alla Lega a cinque giorni dal voto“. «L’ho saputo con voi del caso Morisi – ha affermato il leader del Carroccio. – Non c’è reato, son problemi che riguardano la vita privata di una persona. Comunque chi spaccia droga è un criminale, chi la usa va curato. Stanno imbastendo un processo politico contro la Lega, è surreale».

La stessa posizione è stata sostenuta dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Certe cose vengono utilizzate politicamente e questo non è normale in uno Stato di diritto – ha commentato, ospite di Porta a Porta. – Io parlo della ragione per la quale una notizia viene data ai giornali in questi giorni di campagna elettorale. Questa è una battaglia che faccio da tanti anni. Lo sappiamo tutti. Vedere uscire queste notizie a 7 giorni dal voto quando poi il profilo giudiziario della materia, ad oggi, sembra scivoloso, mentre il profilo personale, sbattuto sui giornali, questo l’impatto politico sui giornali ce l’ha».

In merito alle affermazioni di Salvini, quindi, la procuratrice Barbaglio ha dichiarato in un’intervista: «ho la certezza che nulla è stato detto da noi e dai carabinieri, quindi sinceramente non capisco proprio questa uscita. Chi dice cose tanto assurde dovrebbe anche spiegare quale sarebbe stato il nostro interesse».

«Trattiamo questo fascicolo come tutti gli altri – ha proseguito la procuratrice al Corriere della Sera. – Peraltro si tratta di una storia banale che risale alla scorsa estate. La perquisizione è avvenuta a metà agosto, che motivo avremmo avuto di far uscire adesso la notizia?. Noi non abbiamo avuto alcun ruolo nella gestione di questa notizia e quindi non so davvero che cosa rispondere – ha detto, in merito al perché la vicenda sia venuta fuori solo ora. – Lo ripeto, non abbiamo alcun interesse per gli effetti sull’elettorato e mai, ribadisco mai, abbiamo pensato a strumentalizzazioni delle inchieste. E poi basta analizzare le date per capire che siamo rimasti sorpresi anche noi da tutto questo clamore. La denuncia risale al 14 agosto, per noi è un fatto antico. Abbiamo effettuato i nostri accertamenti e nulla è mai emerso. È rimasto tutto segreto fino a che non sono state rese note le dimissioni dall’incarico. Sono in magistratura da 44 anni, conosco le dinamiche perfettamente, ma non accetto illazioni sul nostro lavoro».

A differenza di quanto emerso precedentemente e poi smentito dalla stessa procuratrice Barbaglio, “l’unico indagato per questo procedimento è Luca Morisi“. Nessuna indagine, quindi, a carico di uno dei due romeni fermati che avrebbero fatto il nome di Morisi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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