Calenda: “voterò Gualtieri”

Michetti risponde: “la sfida è tra due candidati, non contano gli schieramenti”

Arrivano le risposte alle dichiarazioni di Carlo Calenda sul vicino ballottaggio elettorale che deciderà il primo cittadino di Roma (leggi qui).

Laddove il leader di Azione definiva Michetti “un impreparato prestato alla politica“, il candidato di centrodestra ha risposto: «io credo che ci siano tante prospettive comuni con Calenda, abbiamo entrambi un programma del Fare. Noi rappresentiamo comunque la novità per una città, con la sinistra, non ci saranno molti cambiamenti. Se avessero votato il 20% in più dei romani, avremmo vinto. Ogni cittadino è responsabile delle proprie idee. Questa è una partita a due, i partiti avranno un’influenza ma tutto si giocherà sui candidati e sui programmi. Il ballottaggio è una partita diversa. Ora la sfida è tra due candidati non contano gli schieramenti, vince chi ha il migliore programma e le idee più utili a far crescere Roma. La Capitale per quello che penso, dovrà essere una città del fare. Che attui il piano rifiuti, senza burocrazia e con la massima efficienza. Serve competenza, onestà e professionalità. Per rilanciare Roma serve tagliare col passato e con i danni che hanno portato alla paralisi di Roma. Il centrosinistra fa parte di questi processi perché è al governo della Regione».

Calenda, inoltre, ha ribadito la posizione già espressa ieri. «Io non farò né alleanze né apparentamenti. Ma faremo un’opposizione costruttiva. Penso sia giusto andare a votare al ballottaggio e come tale sicuramente non voterò Michetti ma voterò Gualtieri, perché mi corrisponde di più» – ha detto a La7, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo.

Nel frattempo, Letta, che Calenda diceva di non aver ancora sentito, ha fatto sapere: «nelle prossime ore, nei prossimi giorni, cercherò Calenda, Conte, Renzi, tutti coloro che rappresentano partiti e movimenti con cui possiamo dialogare nelle città che vanno al ballottaggio – ha detto il segretario del Pd, intervistato a Radio Immagina. – Non proporremo apparentamenti o accordi di governo basati su posti o assessorati, faremo una proposta ai cittadini di Roma, Torino e Trieste. Cercheremo di convincere gli elettori e sono convinto che gli elettori saranno disponibili ad ascoltare le nostre ragioni».

Calenda ha replicato, inoltre, alle affermazione di Giuseppe Conte: «ieri mi ha attaccato spiegando la sua magnifica storia di coerenza e serietà. Per essere chiari, considero Conte campione di qualunquismo e trasformismo. Non gli ho mai sentito fare un ragionamento interessante o affrontare una questione con competenza» – ha scritto su Twitter.

Ieri sera, infatti, durante una manifestazione elettorale in Sicilia, Conte aveva affermato: «Calenda sta facendo un suo percorso politico autoreferenziale, e noi glielo facciamo fare tranquillamente: siamo orgogliosamente forti della nostra storia e della nostra tradizione, lui si affaccia adesso alla politica. Essere una forza nazionale è un’altra prospettiva. Gli auguriamo buona fortuna, ma è all’inizio di un cammino politico nazionale, e quindi dettare condizioni agli altri mi sembra quanto meno arrogante».

L’ex premier, in particolare, si riferiva alla richiesta di Calenda fatta a Gualtieri di non ospitare esponenti del Movimento nella Giunta, in caso di vittoria del candidato di centrosinistra. Richiesta a cui Gualtieri aveva risposto: «se ci saranno cinque stelle in giunta? Ho detto già con chiarezza la nostra posizione sugli apparentamenti e sul perimetro politico della giunta. Lo confermo. Noi siamo abituati a fare quello che diciamo e a non cambiare opinione tra un turno e l’altro. Su questo la nostra posizione è molto chiara e molto netta».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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