Jack O’Lantern, l’origine di Halloween

La leggenda affonda le sue radici nella storia irlandese, in una miscela di tradizioni, superstizione e cultura

Halloween è una delle feste più amate dai bambini (ma non solo) di tutto il mondo. Benché in molti ancora pensino che si tratti di una festa americana importata qui di recente, ha una storia molto più antica.

All’epoca dei Celti, Halloween era chiamata Samhain: si trattava di una ricorrenza simile al nostro capodanno, che separava il periodo estivo da quello invernale. Durante questa notte i celti lasciavano in omaggio ai morti cibo sulla tavola per evitare che questi, insieme a fate ed elfi, facessero loro dispetti di ogni genere: da questa credenza è nato il tradizionale gioco “dolcetto o scherzetto”, che prevede che si debba bussare a 13 porte diverse e porre 13 volte la fatidica domanda per evitare di incappare nella sfortuna.

Secoli dopo i celti, furono i romani a identificare Samhain con la festa di Ognissanti del primo novembre e, benché nel corso del tempo le tradizioni legate al 31 ottobre in Italia si siano perse, Halloween rimase sempre appena celato sotto la superficie, pronto a riemergere non appena se ne fosse presentata l’occasione.

Le leggende hanno sempre un fondo di verità e, fantasmi a parte, non fanno eccezione nemmeno le storie che si sussurrano durante la notte più stregata dell’anno.

La più famosa è quella di Jack-o’-Lantern, come vengono chiamate oltreoceano le zucche intagliate.

Ma la zucca di Jack ha origini irlandesi: la leggenda racconta che un fabbro di nome Stringy Jack, con il vizio di bere ed incredibilmente avaro, incontrò la notte di Halloween il diavolo in un pub. Jack aveva poco da perdere ed era dotato di un’intelligenza sottile, così convinse il diavolo a siglare un patto: gli avrebbe venduto la sua anima se questi avesse consentito a pagare la sua ultima bevuta.

Il diavolo accettò: si trasformò in una monetina da 6 pence per pagare l’oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire a intascarla, riponendola in una tasca vicino a una croce d’argento.

Il diavolo, intrappolato, non riuscì più a tornare della sua forma originale e questo diede a Jack la possibilità di concludere un altro patto: lo avrebbe lasciato andare a condizione che non tornasse per almeno 10 anni a reclamare la sua anima.

Il diavolo accettò, ma trascorsi 10 anni Jack riuscì con uno stratagemma a sottrarsi al suo volere e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più. Di nuovo, lo scaltro fabbro, vinse.

Tuttavia ogni moneta ha sempre due facce: giunto alla fine della sua vita, Jack fu scacciato dal Regno dei Cieli e fu costretto a bussare ai Cancelli dell’Inferno. Il diavolo non aveva dimenticato l’astuto irlandese e con soddisfazione lo cacciò via, ricordandogli che aveva promesso di non cercarlo mai più.

Nello scacciarlo, gli tirò addosso un tizzone ardente, che Jack utilizzò per cercare di ritrovare la strada di casa: per evitare che si spegnesse con il vento, lo mise all’interno di una rapa che stava mangiando.

Da quel momento Jack vaga con il suo lumino in attesa del giorno del giudizio ed è diventato il simbolo delle anime dannate.

Ma come mai una leggenda irlandese è diventata un simbolo della cultura americana?

In seguito alla carestia del 1845 gli irlandesi abbandonarono il loro Paese e raggiunsero le coste statunitensi, portando con sé un bagaglio intero di tradizioni e leggende, compresa quella di Halloween. Poiché in America le rape non sono diffuse come le zucche, con il trascorrere del tempo la storia di Jack acquisì sfumature più adatte al Paese in cui veniva raccontata e nacque Jack-o’-Lantern, il fabbro più vecchio del mondo che ogni anno, la notte del 31 ottobre, ritrova vita nelle zucche intagliate nelle case di tutto il mondo occidentale.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA

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