Rientro a scuola, restrizioni e polemiche

Braccio di ferro tra Governo ed esperti, aleggia lo spettro della Dad. Ecco tutte le regole

La campanella è suonata stamattina in tutte le scuole italiane: docenti e studenti sono tornati sui banchi e dovranno barcamenarsi tra nuove regole e restrizioni, come previsto dall’ultimo decreto Covid (leggi qui).

Il braccio di ferro tra Governo ed esperti, sindacati e Ordine dei medici in primis, è ancora vivo: da un lato è stato ribadito il concetto di “tutti in classe”, dall’altro alcuni sindaci e presidenti di Regione, dalla Campania alla Sicilia, hanno scelto di rinviare autonomamente il ritorno perché preoccupati per la gestione del rientro (guarda qui).

Di diverso avviso Giovanni Toti, governatore della Liguria, che dichiara che tenere chiuse le scuole mentre il resto è aperto sarebbe “un brutto segnale“. Fiducia nel Governo anche dalle Marche, dove Francesco Acquaroli, annuncia che la sua amministrazione rispetterà le “regole che ci vengono indicate dallo Stato“. Roberto Occhiuto, presidente della Calabria, ritiene che sarebbe stato opportuno differire di 15 giorni la riapertura. E Michele Emiliano, governatore della Puglia, dichiara: «nessuno può essere obbligato a essere esposto al rischio di contagio se esiste un diritto, quello della didattica a distanza, che può ridurre questo rischio: è possibile per i genitori, qualora venga loro negata la dad, impugnare il provvedimento al Tar».

«Ci proviamo con tutte le nostre forze, ma navighiamo a vista – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma Mario Rusconi -. Alcune scuole stanno richiedendo dei moduli per avere informazioni sulle situazioni correlate al Covid degli studenti: se si è fatto un test prima del rientro, se si è vaccinati. Per il resto aspettiamo le Ffp2 sperando che arrivino il prima possibile, e ci prepariamo a difficoltà per sostituire il personale assente perché contagiato, fragile oppure no vax».

Ricordiamo le nuove regole.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, in caso di positività: l’attività didattica viene sospesa per 10 giorni; per gli studenti è prevista la quarantena di 10 giorni con test in uscita, che sia tampone molecolare o antigenico con risultato negativo. Per il personale che ha svolto attività in presenza per almeno quattro ore anche non continuative nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, vengono applicate le regole per i contatti stretti ad alto rischio.

Per quanto riguarda la scuola elementare, in presenza di UN SOLO CASO POSITIVO, rimane l’attività in presenza. Ma: il pasto deve essere consumato ad una distanza interpersonale di almeno due metri; bisogna sorvegliarsi con test antigenico rapido o molecolare prima possibile dal momento in cui si viene informati. Il test va ripetuto dopo cinque giorni. Per il personale che ha svolto attività in presenza per almeno quattro ore anche non continuative nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, si applica la misura sanitaria dell’auto-sorveglianza. In ogni caso, si ritiene opportuno raccomandare per il personale posto in auto-sorveglianza di effettuare comunque i test diagnostici T0 e T5.

Se si verificano ALMENO DUE CASI POSITIVI: sospesa l’attività in presenza e si applica la Dad per 10 giorni; quarantena di 10 giorni con test di uscita negativo per gli studenti. Per il personale che ha svolto attività in presenza per almeno quattro ore anche non continuative nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, si applicano le regole dei contatti stretti ad alto rischio.

Per quanto riguarda le scuole medie e superiori: in caso di UN SOLO POSITIVO, l’attività rimane in presenza ma c’è l’obbligo di utilizzare la FFP2 per almeno 10 giorni e l’autosorveglianza. Per il personale che ha svolto attività in presenza per almeno quattro ore anche non continuative nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, prevista l’autosorveglianza.

In caso di DUE POSITIVI, si differenzia tra non vaccinati e vaccinati:

  • nel primo caso, per gli alunni che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario o che lo abbiano concluso da più di 120 giorni, che siano guariti da più di 120 giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo si prevede: sospensione attività in presenza e dad per 10 giorni, relativa quarantena e test negativo in uscita;
  • per gli alunni che abbiano concluso il ciclo vaccinale primario, o che siano guariti, da meno di 120 giorni e per coloro ai quali sia stata successivamente somministrata la dose di richiamo, si prevede: attività in presenza con obbligo FFP2 per almeno 10 giorni e auto-sorveglianza.

In presenza di ALMENO TRE CASI POSITIVI, scatta la Dad per tutti, per almeno 10 giorni, e si applicano le regole per i contatti stretti ad alto rischio.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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