Verso il Quirinale, Draghi e Berlusconi i nomi più twittati

Il premier e il leader di FI occupano l’86% delle conversazioni sul candidato a presidente della Repubblica, ma chi commenti sono più positivi per il primo che per il secondo

É ormai partito il conto alla rovescia verso il 24 gennaio, giorno in cui il Parlamento in seduta comune sarà chiamato a svolgere la prima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica (leggi qui).

Ricordiamo: a votare saranno 630 deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali, con voto a scrutinio segreto. Per essere eletti, nelle prime tre votazioni è indispensabile il quorum qualificato di due terzi dell’assemblea parlamentare (673 elettori su 1009). Dal quarto scrutinio sarà sufficiente, invece, raggiungere la maggioranza assoluta (505 elettori su 1009).

Man mano che passano i giorni, d’altro canto, il toto-nomi impazza sia tra gli esponenti politici che sul web. Agi ha pubblicato uno studio di monitoraggio delle conversazioni online proprio sull’elezione del nuovo inquilino del Quirinale, portato avanti con gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6.

Solo lo scorso dicembre, su Twitter, sono state registrate 90 mila conversazioni riferite all’elezione, distribuite sul territorio in modo uniforme ma più sbilanciate verso utenti maschi (73%). Il picco non sembra destinato a rimanere tale perché l’interesse è cresciuto all’inizio del nuovo anno.

Le personalità politiche più frequentemente menzionate come possibili candidate, accomunate dall’hashtag #PresidentedellaRepubblica, sono 14: Draghi, Berlusconi, Cartabia, Casini, Moratti, Casellati, Prodi, Bersani, Franco, Segre, Gentiloni, Bonino, Pera e Gianni Letta. In particolare, il premier e il Cavaliere interessano l’86% delle conversazioni, seguiti da Cartabia (3,10%) e Casini (2,26%).

Sempre per Draghi e Berlusconi, variano i sentiment negativi e positivi. Nel 95% le conversazioni sono ostili nei confronti dell’elezione del leader di FI, solo nel 75% per il primo ministro. In particolare, di quest’ultimo, è molto piaciuta la dicitura “nonno al servizio delle istituzioni“, detta durante una conferenza stampa (leggi qui), così come molti pensano che siano il “degno sostituto di Mattarella“, contro chi pensa debba rimanere a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura, così da portare a termine la gestione e la destinazione dei fondi previsti dal Pnrr.

Tra i vari dati emersi, tuttavia, una cosa è certa: la maggior parte degli utenti mostra grande riconoscimento e apprezzamento verso il presidente uscente Sergio Mattarella, il cui mandato scadrà il 3 febbraio, soprattutto per la saggezza e la competenza con cui avrebbe svolto il suo ruolo. E anche se qualcuno ha diverse volte paventato un Mattarella bis, ci ha pensato lo stesso capo di Stato a escludere in modo definitivo l’ipotesi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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