Cina: “non attaccheremo mai l’Ucraina”

Zelensky: “priorità mettere fine alla guerra”. Mosca risponde alle accuse di Biden: “parole inaccettabili”. Kuleba sottolinea che un accordo tra le delegazioni è ancora lontano

La Cina non si unirà alla Russia nell’invasione dell’Ucraina. A dichiararlo è l’ambasciatore cinese in Ucraina, Fan Xianzhong, che citato da Ukrainska Pravda afferma: «la Cina non attaccherà mai l’Ucraina, la aiuteremo, in particolare nella direzione economica. Il nostro Paese importa merci da tutto il mondo per un valore di oltre tre trilioni di dollari in un anno. Siamo pronti ad aiutarvi nello sviluppo. La Cina rispetterà la strada scelta dagli ucraini, perché è un diritto sovrano di ogni nazione».

Oggi è iniziato il 22esimo giorno di conflitto in Ucraina e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a parlare ai suoi cittadini e non solo. In un video postato sui social ha detto, in russo: «i nostri cuori sono spezzati da ciò che la Russia sta facendo al nostro popolo. Cittadini della Russia, in che modo il vostro assedio di Mariupol è diverso dall’assedio di Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale?» – ha affermato, paragonando l’assalto a Mariupol al secondo assedio più lungo della storia moderna, durato oltre due anni e mezzo.

Sulla sicurezza degli abitanti della città ucraina (leggi qui), ha aggiunto: «stiamo portando via i residenti di Mariupol che sono riusciti a fuggire a Berdyansk e li stiamo portando a Zaporizhia. In totale, più di 6 mila residenti di Mariupol sono stati trasportati in un giorno, più di 2.000 dei quali sono bambini».

In vista di nuovi negoziati con Mosca (leggi qui) ha spiegato, infine: «le mie priorità nei negoziati sono assolutamente chiare: fine della guerra, garanzie di sicurezza, sovranità, ripristino dell’integrità territoriale, garanzie reali per il nostro Paese, protezione reale per il nostro Paese».

Intanto il Cremlino ha risposto alle pesanti accuse affermate ieri sera dal presidente Usa Joe Biden (ne abbiamo parlato qui), dichiarandole “parole inaccettabili” e “imperdonabile retorica“. «Le sue bombe hanno ucciso centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo» – affermano dalla Russia, rivolgendosi a Biden.

In merito ai colloqui per i negoziati è intervenuto anche il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. «Devo essere chiaro, entrambe le delegazioni, quella russa e quella ucraina, sono lontane dal raggiungere un accordo sulla situazione attuale – ha affermato in un’intervista alla Cnn. – Ci sono una serie di fattori che fanno la differenza nella posizione russa nei colloqui. Il primo è la feroce resistenza dell’esercito e del popolo ucraini sul campo, la seconda sono le sanzioni imposte alla Russia, che fanno crollare e soffrire l’economia russa. Fattori che hanno costretto la Russia a cambiare leggermente posizione».

Intanto il ministro della Difesa ucraino ha voluto ricordare gli sforzi del suo popolo in rotta da anni verso una meta europeista: «da 8 anni gli ucraini hanno dovuto operare una scelta di civiltà e, in merito alla loro politica estera, andando verso l’Unione europea. Oggi con le armi in mano continuiamo sulla strada di questa scelta. È una scelta che ha un prezzo senza precedenti, un prezzo elevatissimo, che noi paghiamo ogni giorno».

Oggi il presidente Zelensky ha parlato al Bundestag tedesco, proseguendo la sua “maratona” nelle assemblee legislative occidentali. In questa occasione ha ribadito che un muro “sempre più forte” si alza “fra l’Ucraina e l’Euorpa“.

«Questo muro è più forte, con ogni bomba che cade in Ucraina, con ogni decisione che non viene presa nonostante il fatto che voi potreste aiutarci».

In questo contesto si inserisce anche la voce di Conte che torna a dettare la linea del Movimento Cinque Stelle anche in merito al conflitto in Ucraina: «riteniamo che l’aggressione militare sia assolutamente ingiustificata, sia stata non provocata e contrasti contro qualunque principio del diritto internazionale. Non possiamo volgere le spalle al popolo ucraino che vuole esercitare il legittimo diritto alla difesa» ha spiegato.

Con questo intervento il leader M5S ha quindi ribadito che sono necessari “aiuti umanitari, finanziari, economici, sanzioni, e anche attraverso l’Unione Europea, aiuti militari“.

In merito alle armi, Conte ammette che si tratta del “passaggio più sofferto e delicato“, ma che rimane la consapevolezza che “questi aiuti militari non sono finalizzati a mettere nelle mani degli ucraini strumenti di offesa miliare ma servono ad esercitare il diritto alla difesa“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ALEX PLAVEVSKI

Rispondi