Onu, approvata la risoluzione umanitaria per la crisi ucraina

Draghi incontra Erdogan a Bruxelles, Lamorgese si unisce al G7. Macron: “con Mosca preferibile via negoziale”

La risoluzione proposta dai leader occidentali sulla situazione umanitaria in Ucraina è stata approvata dall’Assemblea generale dell’Onu. Il provvedimento chiede “l’immediata cessazione delle ostilità da parte della Russia, in particolare di eventuali attacchi contro civili“, l’accesso umanitario e la protezione dei civili, del personale medico, dei giornalisti e degli operatori umanitari.

Scendono da 141 a 140 i voti a favore della risoluzione. Cinque Paesi hanno votato contro (Russia, Siria, Bielorussia, Eritrea, Nord Corea) mentre 38 si sono astenuti. Tra questi anche la Cina che punta il dito contro l’Occidente.

L’ambasciatore cinese all’Onu, Zhang Jun, ha infatti dichiarato che il Dragone “apprezza i principi di base della bozza di risoluzione proposta da Francia, Messico e altri Paesi, ma allo stesso tempo è chiaro che alcuni scopi del testo vanno oltre la questione umanitaria in Ucraina. La bozza proposta del Sud Africa invece è concentrata sulla questione umanitaria, e al momento attuale è più favorevole alla promozione dell’unità” degli stati membri delle Nazioni Unite.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha fatto sapere che la via preferibile rimarrà quella di un negoziato con Mosca.

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha incontrato i suoi omologhi nell’ambito del vertice G7: sul tavolo della discussione c’è la crisi dei profughi e gli attacchi hacker. L’Italia, intanto, continua a sostenere l’Ucraina. A sottolinearlo ancora è il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che su Twitter scrive: «importante vertice con il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov cui ho ribadito pieno sostegno dell’Italia a sovranità ucraina e ammirazione per eroica resistenza del suo popolo. Stiamo aiutando l’Ucraina e continueremo a farlo per porre fine all’aggressione e cercare una vera pace».

La missione ucraina “dal punto di vista militare è un grande fallimento per la Russia“. A sostenerlo è l’Alto rappresentante per la Politica estera della Ue, Josep Borrell. «L’esercito russo ha iniziato cercando di conquistare rapidamente l’Ucraina e ora stanno massacrando le persone. Un mese di combattimenti e non sono stati in grado di allontanarsi di 100 chilometri dalle loro basi logistiche. Non riescono a conquistare le città. Hanno bombardato la città, uccidendo persone, distruggendo tutto. Ma gli ucraini stanno combattendo li stiamo sostenendo. Continueremo a sostenerli» – ha detto arrivando al Consiglio europeo.

In merito al pacchetto di sanzioni contro la Russia annunciato questa mattina, il premier olandese Rutte ha escluso la possibilità che venga adottato questa notte.

Secondo il presidente bielorusso Alexander Lukashenko l’intervento di pace della Nato in Ucraina scatenerebbe la “Terza Guerra Mondiale”. Intervento a Minsk, Lukashenko avrebbe definito “pazzi” i polacchi per aver considerato una missione di peacekeeping che l’Alleanza ha da sempre escluso.

A margine del vertice Nato appena conclusosi a Bruxelles (leggi qui), il premier Mario Draghi avrà un colloquio con il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan. Stando a quanto riferisce Palazzo Chigi, i temi centrali saranno gli sviluppi della crisi in Ucraina e la situazione nel Mediterraneo, con particolare attenzione alla Libia.

Dall’Italia la Farnesina ricorda a tutti che è sconsigliato recarsi in Ucraina per unirsi ai combattenti e che, anzi, tale comportamento è punibile penalmente ai sensi degli articoli 244 e 288 del codice penale.

Dopo il summit il presidente americano Joe Biden ha dichiarato: «la creazione odierna di quattro nuovi battaglioni in Slovacchia, Romania, Bulgaria e Ungheria sono un segnale forte che difenderemo collettivamente e proteggeremo ogni centimetro del territorio della Nato».

Nel frattempo, in Russia, è tornato a mostrarsi il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, da 12 giorni sparito dalle scene dando il via alle speculazioni. L’agenzia di stampa russa Ria Novosti ha, infatti, pubblicato un video in cui si vede Shoigu collegato nella riunione di Putin con i membri del Consiglio di sicurezza russa.

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, invece, sarà in Cina il 31 marzo. «La terza conferenza ministeriale dei Paesi vicini dell’Afghanistan, che sono Russia, Cina, Iran, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, si svolgerà in Cina il 31 marzo» – ha infatti annunciato la portavoce Maria Zakharova, citata da Interfax.

Aumentano nel frattempo i bilanci dei cittadini influenzati dalla guerra in Ucraina. Stando a quanto riferisce l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Unhcr, 3,7 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina, più di 10 milioni di persone avrebbero abbandonato le proprie case, compresi quasi 6,5 milioni di sfollati interni. Il numero delle vittime civili, invece, ha sfiorato quota mille, secondo l’ultimo bilancio dell’Onu. L’Ufficio dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani ha registrato un totale di 1.035 uccisi e 1.650 feriti tra i civili, precisando tuttavia che le cifre effettive sono “considerevolmente più elevate”.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/EDUARDO MUNOZ

Rispondi