Meloni difende Fdi: “nessuna nostalgia fascista”

La leader di Fratelli d’Italia: “rifiutiamo ogni regime. Non c’è nulla nella storia della destra che rappresento di cui mi debba vergognare”

«Nel dna di Fratelli d’Italia non ci sono nostalgie fasciste, razziste, antisemite». Così la leader di Fdi, Giorgia Meloni, ha risposto all’inchiesta di Fanpage sui presunti rapporti fra il partito e l’estremismo neofascista e neonazista.

«Non c’è posto per nulla di tutto questo – ha aggiunto Meloni. – Nel nostro dna c’è il rifiuto per ogni regime, passato presente e futuro. E non c’è niente nella mia vita, come nella storia della destra che rappresento, di cui mi debba vergognare o per cui debba chiedere scusa. Tantomeno a chi i conti con il proprio passato, a differenza di noi, non li ha mai fatti e non ha la dignità per darmi lezioni».

E aggiunge: «quella più arrabbiata sono io. Io che ho sempre detto ‘nessuno si azzardi a giocare su certe cose’, che ho allontanato soggetti ambigui, chiesto ai miei dirigenti la massima severità su ogni rappresentazione folkloristica e imbecille, anche con circolari ad hoc. Perché i nostalgici del fascismo non ci servono: sono solo utili idioti della sinistra che li usa per mobilitare il proprio elettorato. Si è chiesta perché mentre noi marginalizziamo questa gente la sinistra la valorizza dandole un peso che non ha mai avuto?».

Giorgia Meloni, dunque, prende in modo netto le distanza dal passato storico della destra italiana, quello dell’età fascista, quasi rifiutandolo.

A differenza di quanto fece, nel 2003, l’allora leader di Alleanza Nazionale e vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, quando, in visita al Museo dell’Olocausto a Gerusalemme, disse: «molti italiani nel ’38 non reagirono alle infami leggi razziali del fascismo. Di fronte all’orrore della Shoà, simbolo perenne dell’abisso di ferocia in cui può cadere l’uomo quando disprezza Dio, si avverte fortissimo il dovere di tramandare la memoria e fare tutto ciò che è possibile per evitare che in futuro sia riservato anche a un solo essere umano ciò che il nazismo riservò all’intero popolo ebraico. Il ricordo della Shoah, dello sterminio, non è rivolto al passato, ma guarda al futuro. È tempo della responsabilità, se non ora, quando?».

E aggiunse: «di fronte al razzismo e all’antisemitismo nessuno può dire io non c’ero, non dipende da me, tocca ad altri fare qualche cosa. Bisogna denunciare le pagine vergognose che ci sono nel nostro passato».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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